Convegno "il filo di Arianna"

Giovedi, 09 Febbraio 2012

Dal 3 al 4 maggio 2012 presso l'aula convegni dell'ASL Napoli 2 Nord a Frattamaggiore (NA). Un' occasione per confrontare esperienze nell'ambito del "percorso nascita". 
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Morbillo in Europa: 26 mila casi e 9 morti nel 2011

Venerdi, 13 Gennaio 2012

L’OMS lancia un allarme nell’ultimo rapporto sull’andamento del virus del morbillo in Europa (dicembre 2011). Nel 2011 sono stati registrati diversi focolai in 36 Paesi europei per un totale di...

Congresso sull’allattamento

Venerdi, 13 Gennaio 2012

La Leche League-Legaper l'allattamento materno organizza il suo Congresso annuale sull'allattamento. 
Il 18 e 19 maggio 2012 al Top Hotel Park Bologna (Via Nazionale, 67 - Loc. Pianoro –...

Breastfeeding and the Use of Human Milk. Science & Practice

Martedi, 06 Dicembre 2011

16°Conferenza ISRHML(International Society for Research on Human Milk and Lactation)
27 settembre - 1 ottobre 2012, Trieste

vedi il programma preliminare

XIII Giornata dell’Allattamento Materno – Seminario LLL 2012

Martedi, 06 Dicembre 2011

18 e 19 maggio Loc. Pianoro – Bologna
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6. Fare tutte le vaccinazioni

Le vaccinazioni rappresentano il gesto più efficace, semplice e sicuro per proteggere il tuo bambino contro importanti malattie, che possono essere causa di gravi complicanze o per le quali non esiste una terapia efficace.

I vaccini agiscono infatti stimolando una risposta immunitaria attiva in grado di creare, nel bambino vaccinato, una difesa duratura ed efficace dall'infezione o dalle sue complicazioni.
I vaccini oggi disponibili sono sempre più efficaci e sicuri, grazie ai progressi della ricerca medica ed alla complessa serie di controlli di qualità a cui vengono costantemente sottoposti.
Oggi i bambini ricevono più vaccinazioni, perchè - rispetto al passato - siamo in grado di proteggerli per più malattie gravi o a rischio di gravi complicanze.
La scelta di non vaccinare il tuo bambino o di rinviare la vaccinazione significa esporre tuo figlio la rischio di ammalarsi. Tuttavia è importante ricordare che le vaccinazioni non proteggono soltanto il tuo bambino ma agiscono indirettamente anche su quei bambini che, per particolari problemi immunitari non possono essere vaccinati.
Questo avviene perchè la presenza di molti bambini immuni per effetto dei vaccini interrompe la catena di trasmissione dell'infezione riducendo le possibilità che coloro che non sono immuni vengano in contatto con i rispettivi agenti patogeni (presenti nei portatori di malattia).

I vantaggi derivanti dalla vaccinazione sono enormi rispetto agli effetti collaterali, che sono in genere molto modesti.
Le complicazioni gravi poi, seppure possibili sono di una rarità estrema.


Con il Piano Nazionale Vaccini 2005/2007 è stato individuato il Calendario Vaccinale Nazionale che promuove 12 vaccinazioni.

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Domande e Risposte

Cosa contengono i vaccini?

I vaccini sono diversi a seconda della malattia che si vuole combattere. Possono essere costituiti da microrganismi interi inattivati (uccisi) o attenuati (resi innocui) oppure da loro parti o ancora da sostanze da loro prodotte ma rese inattive, dette tossine.

Come agiscono i vaccini?

I vaccini agiscono stimolando un sistema naturale di difesa: il sistema immunitario. Questo sistema ha lo scopo di produrre anticorpi e cellule di protezione, in grado di impedire il manifestarsi della malattia.
Anche nella vita "normale" il nostro sistema immunitario deve difenderci tutti i giorni da migliaia di virus e batteri che incontriamo perchè presenti ovunque nell'ambiente che sta intorno.

Quali malattie combattono i vaccini?

I vaccini combattono malattie infettive molto pericolose per le quali non esiste nessuna terapia (poliomielite, epatite B, varicella) o questa non è sempre efficace (difterite, tetano, meningite da emofilo, da meningococco, malattie invasive da pneumococco) oppure malattie che possono essere causa di gravi complicazioni (morbillo, pertosse, rosolia).

E’ proprio necessario vaccinare tutti i bambini?

Quasi sempre è indispensabile vaccinare una percentuale elevata dei bambini non immuni. Questa percentuale deve essere tanto più elevata quanto più è contagiosa la malattia: la tabella  ci indica quanti bambini sani possono essere contagiati da uno malato (tasso di riproduzione) per le diverse malattie e quindi quanto deve essere elevata la copertura con la vaccinazione (tasso critico di copertura vaccinale) se vogliamo impedire che si diffonda il microrganismo responsabile della malattia, proteggendo così anche le persone non vaccinate (es. coloro che sono colpiti da gravi deficit del sistema immunitario).

Cosa vuol dire vaccinare a livello mondiale?

Vaccinare i vostri bambini significa partecipare anche all'azione promossa dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che ha lo scopo di proteggere la salute dei bambini di tutti i Paesi e concorrere a raggiungere obiettivi come l'eliminazione della poliomielite e del morbillo dal mondo.

Grazie al programma di vaccinazioni promosso dall'OMS per offrire a tutti i bambini del mondo la possibilità di essere vaccinati contro 6 malattie (difterite,poliomielite, tetano, pertosse, morbillo, epatite virale B e, nelle zone interessate da questa malattia, febbre gialla) vengono evitati ogni anno almeno 4 milioni di decessi e 400.000 casi di poliomielite in bambini di età inferiore a 5 anni.

Non è troppo presto iniziare le vaccinazioni a 2 mesi?

E' importante che i bambini vengano vaccinati il prima possibile così da proteggerli dalle infezioni quando sono maggiormente vulnerabili.
Le vaccinazioni si iniziano a 2 mesi compiuti (ossia durante il 3° mese, tra i 2 mesi compiuti e i 3 da compiere) per tre ragioni:

  1. a 2 mesi il sistema immunitario del bambino è già in grado di rispondere alla vaccinazione;
  2. ogni ritardo nell'inizio delle vaccinazioni prolunga il periodo in cui il bambino è suscettibile alle infezioni prevenibili con il vaccino;
  3. studi dimostrano che i vaccini somministrati nei bambini piccoli sono efficaci e sicuri: vi sono evidenze che bambini  di 2 -3 -4 mesi vaccinati con la 1°dose, presentano perfino meno effetti indesiderati rispetto a bambini più grandi. "Studies show that the vaccine is effective and be safely given to small babies. In fact, there is evidence that babies given their first vaccines at 2, 3 and 4 months are even less likely to have side effects than older children"  (dal sito inglese NHS Immunisation Information).

Ritardare l'inizio delle vaccinazioni ha un prezzo: molte volte questo prezzo fortunatamente non viene mai pagato, e il bambino continua a star bene anche se le vaccinazioni sono ritardate. Ma talvolta il prezzo da pagare è alto. Per esempio, sappiamo che la pertosse nel lattante si manifesta costantemente in modo atipico, con crisi di apnea. Questo fatto rende la pertosse una malattia molto pericolosa specialmente nei primi mesi di vita. Uno studio sui bambini da 6 a 24 mesi ha dimostrato che il rischio di ospedalizzazione è 10 volte più alto nei bambini mai vaccinati contro la pertosse rispetto ai bambini parzialmente o completamente vaccinati.

Se un bambino è nato prematuro non si dovrebbe cominciare la vaccinazione più tardi?

No, i bambini prematuri presentano maggiori rischi di infezioni rispetto ai bambini nati a termine della gravidanza, perché il loro sistema immunitario è meno maturo.
Questo perché la mamma passa i suoi anticorpi al bambino, attraverso la placenta, negli ultimi 3 mesi di gravidanza, per cui un prematuro riceve meno anticorpi. Il vostro pediatra sarà in grado di valutare insieme a voi, il momento più adeguato e tempestivo per la vaccinazione.

Non sarebbe meglio per i bambini, avere la malattia naturale per dare loro una immunità più duratura?

E' vero che l’immunità fornita dall’infezione naturale dura tutta la vita.
Il problema è che per ottenere questa immunità naturale le persone devono prendere l’infezione naturale e purtroppo  in questo caso il rischio di complicazioni è molto più grande di quello di reazioni avverse da vaccino.

Qual è la tossicità degli additivi contenuti nei vaccini?

Nessuno studio ha mai dimostrato che gli additivi (adiuvanti, stabilizzanti e conservanti) alle dosi contenute nei vaccini possano determinare problemi di tossicità.Questi additivi possono essere:
Gli adiuvanti gli stabilizzanti i conservanti

Tra gli additivi si possono evidenziare:

  1. Il THIOMERSAL, il cosiddetto MERCURIO, da diversi anni non è più utilizzato come conservante nei vaccini pediatrici; la sua eliminazione è stata dettata dal principio di precauzione, sebbene vari studi epidemiologici non abbiano dimostrato conseguenze per la salute dei bambini a suo tempo vaccinati con prodotti contenenti tale conservante;
  2. L'ALLUMINIO è attualmente presente in quasi tutti i vaccini (meno l'antipolio, l'anti-emofilo e l'anti-morbillo-parotite-rosolia) perché gioca un ruolo fondamentale come adiuvante  nella risposta immunitaria. Senza l'alluminio l'efficacia di alcuni vaccini sarebbe fortemente ridotta. Il contenuto di alluminio nei vaccini è dell'ordine di alcuni mg (precisamente varia a seconda del prodotto da 0.25 a 2.5 mg). L'Organizzazione Mondiale della Sanità (1997) afferma che nella popolazione generale non esiste alcun rischio sanitario in relazione all'assunzione di alluminio con i farmaci e con l'alimentazione (ogni giorno ingeriamo con il cibo dai 5 ai 20 mg di alluminio, che è contenuto soprattutto nei vegetali);
  3. La FORMALDEIDE è contenuta in minime quantità in alcuni vaccini inattivati, e viene utilizzata come agente inattivante oppure come conservante. Nonostante il contenuto di formaldeide, quando è presente, sia molto basso (inferiore a 1 mg), sono stati sollevati dubbi sulla sicurezza di tale additivo, nell’ipotesi di mutazioni genetiche.

Non si sa tuttavia che questa sostanza si trova nelle abitazioni poiché è rilasciata dai mobili e da altri materiali comunemente presenti nelle nostre case; inoltre è il risultato di processi di combustione come per es. dal fumo di sigaretta. Ogni giorno tutti noi respiriamo e ingeriamo con i cibi una certa quantità di formaldeide. Un fatto ancor meno noto è che il nostro organismo produce naturalmente piccole quantità di formaldeide che fa parte del nostro normale metabolismo.  L'uomo e gli altri mammiferi hanno naturalmente (cioè anche in assenza di esposizione ambientale) una concentrazione di formaldeide nel sangue pari a 2.5 microgrammi per ml. Un bambino anche quando è vaccinato con un prodotto contenente formaldeide, riceve al massimo 0.1 -0,2 mg, mentre nel suo sangue è già naturalmente presente una quantità 5-10 volte maggiore (1 mg).

I vaccini possono causare la SIDS?

Ampi studi epidemiologici hanno dimostrato che l'incidenza della SIDS è la stessa sia in presenza che in assenza di vaccinazione.
Studi recenti hanno addirittura dimostrato che la vaccinazione diminuisce il rischio di SIDS. Inoltre, in più parti del mondo si è verificata una diminuzione della SIDS, senza che vi fosse una parallela diminuzione dei bambini vaccinati: sono bastati  efficaci programmi di educazione sanitaria della popolazione come promuovere la posizione a pancia in su del lattante.

Quanto sono sicuri vaccini?

I vaccini sono tra i farmaci più sicuri che abbiamo a disposizione.
Per essi ci si attende uno standard in termini di sicurezza più elevato rispetto ad altri farmaci, in quanto vengono somministrati a milioni di persone,in particolare a bambini e comunque a  soggetti sani, e generalmente in condizioni di basso rischio di malattia, mentre quando siamo malati siamo in genere più disponibili a sopportare gli eventuali effetti collaterali di un farmaco.

Questa garanzia di sicurezza è possibile perché:

  1. i vaccini sono prodotti con tecnologie che ne permettono un'ottimale purificazione;
  2. prima di essere messi in commercio, vengono sottoposti a numerosissimi studi e ricerche per evidenziarne l'efficacia e la massima sicurezza;
  3. gli esami per i vaccini non finiscono mai: anche dopo la loro commercializzazione viene studiata la loro sicurezza e il loro impatto sulla popolazione. In particolare ogni volta che emerge l'ipotesi relativa ad un effetto collaterale importante, inizia una verifica attraverso rigorosi studi epidemiologici.

Naturalmente i vaccini, come tutti i farmaci, possono essere accompagnati da effetti collaterali.

Quali sono i reali rischi da vaccinazione?

Tutti i vaccini hanno dei possibili effetti collaterali.

La maggior parte di questi eventi avversi sono lievi: dolore, rossore e gonfiore nella zona di iniezione, irritabilità ed un eventuale rialzo febbrile, che solitamente non supera i 38°C.  Solo in caso di rialzo superiore a 38,5°C può essere  somministrato un farmaco antifebbrile. In caso di comparsa di eventi avversi si raccomanda  di avvisare il pediatra e/o il servizio vaccinale per il trattamento opportuno e/o la segnalazione. Estremamente più rare possono verificarsi delle reazioni, quali:

  • Le convulsioni. La convulsione è una contrazione involontaria di alcuni muscoli volontari. Si tratta di una particolare reazione di tipo irritativo del sistema nervoso centrale di alcuni bambini particolarmente sensibili allo stimolo eccitatorio costituito da un brusco rialzo termico. Si può infatti manifestare anche con febbre non particolarmente alta, poco più di 38,5°C, purché il passaggio dallo stato non febbrile allo stato febbrile avvenga bruscamente, nell’arco di meno di un’ora per esempio. Le convulsioni non provocano alcuna conseguenza permanente) ed episodi ipotonico-iporesponsivi, osservati in particolare dopo la somministrazione dei vaccini contro la pertosse. E' tuttavia necessario confrontare questi rischi con i rischi derivanti dalla malattia: per esempio sia il morbillo che la pertosse sono causa di convulsioni con una frequenza enormemente superiore a quella dei vaccini. In più, la pertosse e il morbillo possono causare danni neurologici gravi e permanenti.
  • le reazioni allergiche gravi fino all’ancor più raro shock anafilattico,  che nei bambini piccoli insorgono nel minor tempo dalla vaccinazione, con problemi respiratori (broncospasmo ed edema della  laringe), circolatori (ipotensione e tachicardia), vomito e diarrea a rapida insorgenza. E' sufficiente, dopo la vaccinazione, rimanere tra i 15-30 minuti nella sala d'attesa dell'ambulatorio vaccinale, che è attrezzato per il trattamento di questo tipo di reazioni.
  • Diminuzione delle piastrine (piastrinopenia) rarissima complicanza che si può verificare in seguito alla vaccinazione morbillo, parotite e rosolia, ma la cui frequenza è 10 volte maggiore dopo la malattia naturale.
  • Le rarissime reazioni gravi che si verificano hanno generalmente una risonanza enorme, che induce a dimenticare l'elevatissimo numero di malattie, di complicazioni e di morti che vengono prevenute con le vaccinazioni. Purtroppo a volte la nostra mente ci porta a temere maggiormente un rischio teorico o ipotetico piuttosto che un rischio reale e tangibile.
Come si possono prevenire le reazioni avverse?

Per evitare le reazioni avverse è importante il controllo prevaccinale: l’operatore sanitario  che somministra le vaccinazioni deve sempre fare una valutazione preventiva dei soggetti, alla ricerca di precauzioni e/o controindicazioni a quella vaccinazione prima della somministrazione. Questa valutazione è utile che venga fatta dal pediatra. In ogni caso, prima della vaccinazione l’operatore sanitario:

  • Si assicura che non esistano controindicazioni (accurata anamnesi prevaccinale con particolare riguardo alla presenza di un grado di ipersensibilità;
  • chiede  ai genitori se si sono verificate reazioni alle precedenti vaccinazioni;
  • se esistono dubbi sulla interpretazione di quanto riferito o sulla opportunità di somministrare il vaccino, contatta il pediatra o il medico di medicina generale del vaccinando.<

I bambini vaccinati devono restare nella sala d'attesa dell'ambulatorio vaccinale fino a  30 minuti dopo la somministrazione del vaccino, per assicurarsi che non si  sviluppi una reazione avversa.

Ci sono degli accertamenti sanitari o di laboratorio da eseguire prima delle vaccinazioni?

Nonostante la comprensibile richiesta di aumentare la capacità di previsione di eventuali reazioni avverse non ci sono attualmente accertamenti di laboratorio (basati su evidenze scientifiche) in grado di prevedere/prevenire eventi così rari.

Esiste invece la possibilità attraverso l’anamnesi, di identificare le situazioni che controindicano, temporaneamente o per sempre, la somministrazione di un vaccino oppure situazioni che richiedono prudenza nell’iniziare o continuare una vaccinazione. Nessun esame, al momento attuale, riesce invece a stabilire se un bimbo presenta un aumentato rischio di reazioni , così come non è necessario effettuare prima delle vaccinazioni una visita medica o misurare la temperatura corporea.

La scelta di curare il proprio figlio con l'omeopatia è incompatibile con la scelta di vaccinarlo?

L'omeopatia, non è incompatibile con la medicina cosiddetta "convenzionale".

L'Associazione Britannica di Omeopatia (British Homeopathic Association) e la Facoltà di Omeopatia (Faculty of Homoeopathy), due autorevoli istituzioni londinesi, che si occupano di formazione e attività scientifiche in campo omeopatico, hanno scritto la loro posizione ufficiale nei confronti delle vaccinazioni: "Ove non vi siano controindicazioni di carattere medico, le vaccinazioni dovrebbero essere effettuate normalmente utilizzando vaccini testati e approvati in modo convenzionale".

Il tetano rappresenta un rischio reale per i bambini?

Se un bimbo non viene vaccinato contro il tetano, resta esposto al rischio d'infezione tetanica per tutta la vita.
Anche se il tetano si è ridotto notevolmente in Italia a partire dalla sua introduzione come vaccinazione obbligatoria nel 1963, si segnalano ancora circa 100 casi l’anno, con vittime le persone non vaccinate, soprattutto donne anziane.
Tra i bambini i casi di tetano sono rarissimi, proprio perché vaccinati, ma sempre possibili, come successo ad un bambino piemontese nel 2006. Nel 2006 in Italia un bambino di 34 mesi si è ammalato di tetano. In precedenza aveva ricevuto una sola dose del vaccino antitetanico contenuto nel vaccino esavalente. I genitori avevano successivamente rifiutato di proseguire il ciclo vaccinale a causa di una dermatite atopica che si era manifestata alcuni giorni dopo la prima dose di vaccino. In realtà non esistono prove che la dermatite atopica possa essere causata o aggravata dalla vaccinazione, e infatti questo disturbo non è considerato una controindicazione alle vaccinazioni pediatriche. Un’unica dose del vaccino contro il tetano non è in grado di assicurare una protezione sono necessarie almeno 3 dosi (ciclo di base e successivi richiami). Nel giugno del 2006 il bambino si è ferito molto banalmente al pollice sinistro, urtando contro un cancello di ferro. La ferita,  è stata pulita e medicata in modo appropriato. Dopo 14 giorni sono comparsi i sintomi del tetano, che ha richiesto un ricovero nell'Unità di rianimazione di un ospedale pediatrico.

Dopo essere stato dimesso dall'ospedale, il bimbo ha continuato il normale ciclo delle vaccinazioni pediatriche senza sviluppare alcuna reazione. Questo episodio ci insegna due cose:

  1. che una falsa controindicazione alla vaccinazione, come la dermatite atopica, può condurre ad un rifiuto della vaccinazione e che tale rifiuto può avere conseguenze molto gravi;
  2. solo il completamento del ciclo vaccinale è in grado di proteggere dalle malattie prevenibili con un vaccino: effettuare una sola dose di vaccino tetanico è come non effettuare alcuna vaccinazione.
Ha ancora senso vaccinare oggi contro la poliomielite?

L' ultimo caso di infezione da virus della poliomielite in Italia risale al 1982 e in Europa al 1998.  
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) nel 2002 ha dichiarato lo stato di area “polio free” della Regione Europea che però nell’Aprile 2010 viene messo in discussione per l’insorgenza di un’epidemia di poliomielite in Tagikistan.
Alla data del 10 settembre 2010 in questo stato europeo sono stati riportati 705 casi di paralisi flaccida acuta di cui 456 da infezione di polio selvaggio Wpv1 ufficialmente confermati con analisi di laboratorio. Maggiormente colpiti sono stati i bambini sotto i 14 anni (88%). L’ultimo caso confermato risale al 4 luglio 2010 e i morti sono stati 20.
L’epidemia è stata bloccata attraverso campagne di vaccinazione contro la polio non solo in Tagikistan ma anche nei paesi limitrofi dove  sono stati riportati alcune centinaia di casi: Russia, Turkmenistan, Uzbekistan, Kazakistan, Kirghizistan.
Con questa nuova epidemia  la Commissione europea per l’Eradicazione della  poliomielite ha riconosciuto che lo status di “polio-free” dell’Europa  è in pericolo. La gravità della situazione richiede a tutti gli Stati membri di rafforzare la sorveglianza della poliomielite per prevenirne la diffusione e l’istituzione di misure di controllo rapide ed efficaci.  
Da qui l’importanza di mantenere anche in Italia elevati livelli di copertura contro la polio per evitare la diffusione di eventuali virus importati e garantire la protezione sia a livello individuale che collettivo di tutti i bambini che vivono nel territorio nazionale o che viaggiano in paesi dove ancora la polio esiste in forma endemica (India, Pakistan, Nigeria, DR Congo, ecc.).
 

Link utili

Materiali di supporto

  • Ascolta l'intervista su epatite B  e relativa vaccinazione, al dott. L. Caffarra - medico responsabile SISP - ULSS 19 Adria (2007)
  • Ascolta l'intervista su poliomielite e relativa vaccinazione, alla dott.ssa M. Pedone - medico SISP ULSS 10 San Donà di Piave (2007)
  • Ascolta l'intervista su morbillo e parotite, al dott. G. Gallo - Direttore del Servizio Igiene Pubblica dell'Ulss 9 di Treviso - (gennaio 2007)
  • Ascolta l'intervista su rosolia e la sua vaccinazione, al dott. G. Gallo - Direttore del Servizio Igiene Pubbica dell'Ulss 9 di Treviso - (gennaio 2007)
  • Ascolta l'intervista su vaccinazione contro morbillo, rosolia e parotite al dott. Ruffato - pediatra di famiglia dell'Ulss 6 di Vicenza - (gennaio 2007)
  • Ascolta l'intervista su varicella, alla dott.ssa Lorena Gottardello, medico referente Sisp per le vaccinazioni Ulss 16 - Padova (febbraio 2007)
  • Ascolta l'intervista sulla vaccinazione contro la varicella, al dott. Mattia Doria, pediatra dell'Ulss 14 di Chioggia - Venezia (febbraio 2007)
  • Ascolta l'intervista su meningite  e vaccinazioni contro il Meningococco C ed Emofilo di tipo B, alla dott.ssa Giuseppina Napoletano, medico SISP dell'Ulss 20 e alla Dott.ssa Silvia Zanini, Pediatra di Libera Scelta dell'Ulss 20 di Verona.  (marzo 2007)
  • Ascolta l'intervista su meningite da Pneumococco e relativa vaccinazione, alla dott.ssa Manuela Mazzetto, medico SISP dell'Ulss 3 di Bassano del Grappa e al Dott. Roberto Girardi, Pediatra Ulss 19 Adria (marzo 2007)
  • Ascolta l'intervista su difterite - tetano - pertosse e relative vaccinazioni, alla dott.ssa Francesca Russo, responsabile SISP Ulss 4 Thiene (2007)
  • Spot e brochure multilingue

 

 

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