Buon compleanno Codice!

(Rivisto e adattato Da Ibfan) Il 21 maggio 1981, 36 anni fa, veniva adottato dall’Assemblea Mondiale della Sanità il Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno. Un nome difficile, presto abbreviato in “il Codice”

Si tratta di una convenzione internazionale, composta inizialmente da 11 articoli e continuamente aggiornata con “risoluzioni”, redatta con la finalità di assicurare ai neonati una nutrizione sicura ed adeguata, proteggendo l’allattamento al seno da pratiche inappropriate di commercializzazione e distribuzione dei sostituti del latte materno (articolo 1).

Ricordiamo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda l’allattamento materno esclusivo per i primi 6 mesi di vita del bambino, mantenendo poi il latte materno fino al secondo anno o oltre (se la mamma ed il bambino lo desiderano) introducendo gradualmente cibi complementari. Questa è anche la raccomandazione adottata da GenitoriPiù, che sostiene il Progetto Ospedali e Comunità Amici del Bambino OMS/UNICEF – Coordinamento e Sviluppo Rete per l’Allattamento Materno, il quale promuove la pratica dell’allattamento in tutti i punti nascita e nel territorio.

A livello mondiale, ricordiamo che l’allattamento, se promosso e messo in atto come raccomandato, potrebbe salvare la vita di 830.000 bambini sotto i 5 anni, ogni anno. Il 22% dei decessi neonatali potrebbero essere evitati se l’allattamento fosse avviato entro la prima ora dopo la nascita. Gli effetti del mancato allattamento si fanno sentire nei paesi più poveri, ma anche in quelli a più altro reddito.

La promozione ed il sostegno dell’allattamento rimangono cruciali ma il ruolo fondamentale della protezione, dopo 36 anni, resta purtroppo intatto e non va in alcun modo sottovalutato.

Il Codice è un punto fermo per una cultura dell’appropriatezza che non riguarda solo gli aspetti commerciali ma bensì anche il conflitto d’interessi in ogni azione di assistenza e cura.

Nello specifico, il Codice si applica a tutti i sostituti del latte materno, i cosiddetti “alimenti per lattanti” (inclusi i cosiddetti latti speciali), i latti di proseguimento e di crescita, alimenti e bevande complementari, compresa l’acqua, se indicate per un’età inferiore ai 6 mesi, biberon e tettarelle ponendo delle restrizioni alla loro commercializzazione (sottoscritte dalle aziende produttrici che hanno partecipato alla stesura del Codice accettandolo come standard minimo universale). All’articolo 4 il Codice stabilisce che il materiale informativo e didattico relativo all’alimentazione dei neonati e rivolto alle donne in gravidanza e alle madri dei lattanti e bambini, includa un’informazione chiara sui benefici e la superiorità dell’allattamento e la difficoltà di rendere reversibile la decisione di non allattare; l’utilizzazione corretta degli alimenti per lattanti ed i rischi per la salute derivanti da un uso non appropriato di alimenti per lattanti o altri sostituti di latte materno.

L’Italia ha parzialmente integrato il Codice nel suo ordinamento legislativo a partire dal 1994 e, più recentemente, a seguito della Direttiva della Commissione Europea con il D.M. 82/2009 e D.L. 84/2011 anche se, al momento la legge italiana si limita a regolamentare il marketing delle formule sostitutive (latti tipo 1).

E’ comunque un primo importante passo per contrastare i comportamenti scorretti delle ditte.

Da anni GenitoriPiù e persone serie preparate lavorano nella promozione, protezione e sostegno dell’allattamento: ostetriche, ginecologi, pediatri, consulenti appositamente formate, mamme di gruppi di auto e mutuo aiuto.

Lo fanno senza conflitti di interesse, ma nell’ottica di dare il meglio alle donne e dai loro bambini, oggi e per il futuro.

Leggi l’articolo completo al link IBFAN

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Mercoledì, 7 Giugno, 2017