Salute dei bambini nei Paesi Ocse: 1 su 5 vive in povertà

(Rivisto e riadattato da Epicentro)

Nonostante il grande progresso socio-economico raggiunto negli ultimi decenni, in 41 Paesi a elevato sviluppo economico dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) per una larga parte dei bambini e degli adolescenti non vengono raggiunti gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (Sustainable Development Goals o SDG): è quanto emerge dal report dell’Unicef pubblicato a giugno 2017.

Il report “Building the Future: Children and the SDGs in rich countries”, ricorda l’importanza di focalizzare i piani di sviluppo nazionali a lungo termine sulle esigenze della popolazione infantile e più giovane.

Numerosi i dati segnalati, tra questi: mediamente 1 bambino su 5 vive in povertà (si passa da 1/10 in Danimarca a 1/3 in Israele e Romania), e 1 bimbo europeo su 3 soffre di deprivazioni materiali in due o più modi relativi a: nutrizione, abbigliamento, risorse educative, attività ludiche, attività sociali, accesso alle informazioni o abitazione.

Nel Report vengono presentati i dati relativi alla mortalità neonatale ed infantile sotto i 5 anni di età, stabilendo l’obiettivo di eliminare le morti neonatali prevenibili entro il 2030, come uno degli indicatori ufficiali per gli obiettivi di sviluppo sostenibile. (Punto 3.4 della Mapping Report Card 14 a pag. 7).

L’allattamento è parte dell’obiettivo 2 degli SDG: mettere fine alla fame, raggiungere la sicurezza degli alimenti e migliorare la nutrizione.

Nel report si premette che, sebbene vi siano numerose evidenze scientifiche che dimostrano che l’allattamento contribuisce allo sviluppo cognitivo del bambino ed al suo stato di salute generale, non sono stati stabiliti target specifici per l’allattamento come parte degli SDG. Ciò nonostante, l’allattamento risulta un fattore critico nel fornire la nutrizione adeguata per lo sviluppo del neonato e del bambino e può contribuire al raggiungimento di altri obiettivi SDG relativi alla nutrizione, alla salute ed all’educazione.

OMS e UNICEF raccomandano l’allattamento esclusivo per i primi sei mesi di vita. Considerando che l’allattamento è uno dei pochi indicatori positivi di salute, è importante monitorare il tasso di allattamento anche nei paesi ad alto reddito, dove il consenso rispetto all’importanza dell’allattamento e la sua durata sono minori rispetto ai paesi a basso e medio reddito. (Victora, C.G. et al. (2016). ‘Breastfeeding in the 21st Century: Epidemiology, mechanisms, and lifelong effect’, The Lancet, vol. 387, no. 10017, pp. 475–490).

Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 1 Mb).

 

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Giovedì, 13 Luglio, 2017