Allattarlo al seno

 

L'allattamento al seno è il proseguimento naturale della gravidanza durante la quale hai protetto e nutrito il tuo bambino.

Continuare a farlo anche dopo la nascita, scegliendo di allattare il tuo bambino al seno significa non solo proteggere e promuovere la tua salute ma anche quella di tuo figlio...

Il tuo latte è prezioso: per il bambino, sin dalle sue prime ore, poche gocce di Colostro contengono già tutto ciò di cui lui ha bisogno sia per il suo nutrimento sia per le sue difese immunitarie.

Il latte materno è fatto apposta per il bambino perchè è una sostanza viva: cambia in continuazione sia durante la poppata che nell'arco del tempo seguendo il fabbisogno del bambino nel corso del suo sviluppo. Allattare vuol dire proteggere il tuo bambino dagli ambienti patogeni dell'ambiente nei primi giorni di vita fino alle infezioni grazie agli anticorpi che passano attraverso il latte.

Ma non solo: il tuo latte è importante anche nella prevenzione dalle patologie alimentari. 

L'allattamento materno è sicuro, sano e sostenibile ed è un diritto sia della mamma che del bambino. Molto raramente ci possono essere controindicazioni all'allattamento e pressoché tutte le mamme, adeguatamente sostenute, sono in grado di allattare al seno i propri bambini, ma se per qualsiasi ragione questo non dovesse succedere l'affetto e l'accudimento lo accompagneranno comunque alla nutrizione con latte formulato. Il latte in polvere è confezionato secondo rigorosi standard qualitativi e può essere un valido aiuto quando, per qualsiasi ragione, non ci siano le condizioni per l'allattamento. Ma come ogni prodotto artificiale è imperfetto ed è importante conoscerlo per adoperarlo in modo appropriato. In ogni caso prima di ricorrere al latte in polvere è importante sapere quali possono essere gli ostacoli che impediscono l'allattamento materno.

Allattare il tuo bambino significa anche creare con lui un legame speciale, di amore. In questa relazione è fondamentale anche il ruolo del papà che deve incoraggiare e proteggere la pratica dell'allattamento per il benessere di madre e bambino. E di tutta la famiglia.

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Domande/risposte

1  Quando si può cominciare ad allattare il bambino?

È molto importante iniziare ad allattare il vostro bambino il più presto possibile dopo la nascita e tutte le volte che lo richiederà in seguito. E’ fondamentale che il bambino venga lasciato subito dopo il parto sul vostro petto: dandogli tempo, al momento giusto, lui si attaccherà. Anche se siete stanche, il vostro seno avvierà la produzione di latte fin dalla prima poppata. In più, a contatto con la vostra pelle il bambino potrà riscaldarsi e tranquillizzarsi, continuando a sentire gli odori conosciuti già quand’era in pancia.
Con la prima poppata inizierà ad assumere il Colostro, il primo latte prodotto già durante la gravidanza, e quindi disponibile da subito. Il colostro è un liquido denso e giallo, dolce, ricco di proteine e di vitamine, in grado di soddisfare pienamente i bisogni del vostro bambino per i primi giorni di vita e di prevenire l’ittero; è anche ricco di anticorpi che lo proteggeranno da virus e batteri.

2  Quando arriva la montata lattea?

Nei primi giorni dopo la nascita noterete dei cambiamenti del seno: solitamente dopo 3-5 giorni il seno si ingrossa e può diventare teso. E’ in arrivo la montata lattea, un momento in cui aumenta la produzione del latte e cambiano le sue caratteristiche. In questa fase tenere con voi il bambino, anche a contatto pelle a pelle permette delle poppate frequenti che riducono la tensione del seno.
L’allattamento a richiesta non significa alimentare i bambini solo quando piangono; significa alimentarli quando chiedono di essere nutriti. I neonati, infatti, quando sono pronti a mangiare o mostrano segnali di fame (come spostare la testa, fare movimenti della mano verso la bocca, succhiare il pugno, le mani o le dita e cercare il seno).
Osservate nel vostro neonato questi precoci  “segnali di fame”, come il riflesso di “rooting” (cioè di girare la testa nella direzione di uno stimolo tattile posto sulla faccia).
Con questi segnali il vostro bambino vi sta dicendo che è già pronto per succhiare. E’ importante rispondere tempestivamente ai suoi richiami  perché il seno sia stimolato a produrre latte a sufficienza, e per assicurarsi che il bambino mangi abbastanza.

3  In quale posizione va messo il bambino al seno?

La corretta posizione del bambino durante l’allattamento consentirà al bambino di poppare bene e di ricevere abbastanza latte. Vi aiuterà  inoltre ad evitare dolori ai capezzoli.
Innanzitutto dovete essere comode. Per allattare il bambino sedute, tenendolo in braccio, dovete metterlo di lato, in modo che si appoggi sulla propria spalla e sul fianco e che abbia la bocca a livello del vostro capezzolo.
Vi troverete “pancia a pancia” con il vostro bambino. Uno o più cuscini vi possono aiutare a portare il bambino all’altezza del vostro seno, soprattutto per i primi tempi.
Ci sono altre posizioni che troverete spontaneamente o con il consiglio di altre mamme e di esperti. (Vedi immagine tratta da “Il latte di mamma non si scorda mai” Consigli alle mamme sull’allattamento al seno. Ministero della salute).

 

Alcune madri trovano molto comoda la posizione sdraiata. Madre e bambino giacciono sul fianco, l’una di fronte all’altro. Potete mettere dei cuscini dietro la schiena e dietro le ginocchia, per maggiore comodità e il braccio o un cuscino dietro la schiena del bambino per sorreggerlo.

4  Come si può sapere se il bambino è attaccato correttamente al seno?

Qualsiasi posizione voi scegliate, ecco alcuni consigli per aiutarlo a poppare bene:
• tenete il bambino vicino a voi;
• il suo volto deve essere di fronte al seno con testa, spalle e corpo allineati;
• il naso o il labbro superiore devono essere di fronte al capezzolo;
• il bambino deve poter raggiungere facilmente il seno senza bisogno di allungarsi o girarsi;
• ricordate sempre di avvicinare il piccolo verso il seno, non il contrario.
    
In sintesi
• il bambino rivolto verso la mamma;
• il naso di fronte al capezzolo;
• il bambino verso il seno e non il seno verso il bambino.

Tenete il bambino con il naso o con il labbro superiore proprio di fronte al capezzolo.
Aspettate che spalanchi la bocca: per incoraggiarlo potete sfiorare le sue labbra col capezzolo.
Poi, rapidamente, avvicinatelo al seno così che il suo labbro inferiore tocchi il seno, il più lontano possibile dalla base del capezzolo.
In questo modo il capezzolo punterà verso il palato del bambino. Così può poppare bene e senza che tu senta male!

Quando il bambino è attaccato bene noterete che:
• la bocca è bene aperta e “riempita” dal seno
• il mento sfiora il seno
• il labbro inferiore è rovesciato in fuori e la lingua appoggiata al seno
• l’areola, la parte scura intorno al capezzolo, è meglio visibile sopra il labbro superiore piuttosto che sotto quello inferiore
• il modo di poppare varia da suzioni brevi a movimenti lunghi e profondi, intervallati da pause.

Le prime volte che il piccolo si attacca al seno potrete sentire qualche fastidio,ma questa sensazione tenderà a scomparire rapidamente. Se continuate a sentire male, probabilmente il bambino non è ben attaccato. In questo caso provate a staccarlo, inserendo delicatamente un dito nell’angolo della bocca, così da interrompere la suzione. Potete aiutarlo a riattaccarsi. Se sentite ancora male, fatevi consigliare da personale esperto.

 5  Cosa si può fare quando si prova dolore mentre si allatta?

Se il bambino è  attaccato al seno correttamente, normalmente i capezzoli non dovrebbero farvi male.
I capezzoli doloranti sono uno dei problemi più comuni delle neo-mamme. Nei primi giorni di allattamento è normale che la pelle sia un pochino irritata, ma se il dolore diventa più intenso o dura parecchi giorni, forse c’è da cambiare qualcosa.
La prima cosa da controllare è la posizione del bambino quando poppa. Il capezzolo deve essere ben centrato nella bocca, perché il bambino afferri quanto più possibile capezzolo e areola. Infatti, se il bambino succhia in modo scorretto, può provocarvi indolenzimento, screpolature o ragadi.
Alcune sostanze, come ad esempio il sapone, oppure alcool e glicerina (comunemente contenuti nei cosiddetti "topici" per il seno), possono seccare ed indurire la pelle del capezzolo, facilitando le ragadi.
Non è necessario mettere creme o disinfettare: il latte materno e la pelle dell’areola forniscono le necessarie sostanze emollienti e antibatteriche. Usate acqua semplice per la normale igiene.
Se il dolore persiste e sospettate la presenza di altri problemi, contattate degli operatori esperti per avere una diagnosi precisa ed essere assistite.

6  Tra i vari problemi vengono spesso segnalati ingorgo e mastite: cosa sono e cosa si può eventualmente fare?

L’ingorgo è causato da un inadeguato svuotamento del seno o da una scarsa frequenza delle poppate che crea infiammazione. Quindi anche l’ingorgo può essere una causa di dolore al seno.
Alcuni sintomi tipici sono: dolore e arrossamento del seno, diminuito flusso di latte e a volte febbre. In questo caso è necessario che il bimbo si attacchi frequentemente al seno e voi dovrete controllare che l’attacco sia corretto. Se necessario l’estrazione del latte può essere fatta anche manualmente. Per favorire il drenaggio del seno possono essere utili impacchi caldi,  docce calde  e massaggi al seno. È utile prima della poppata  applicare una compressa di acqua tiepida sulla zona dell’areola e spremere dolcemente il latte dal seno per ammorbidire l’areola. Dopo la poppata, può essere utile fare impacchi freddi sul seno per favorire la riduzione dell’edema.

La "Mastite", un’altra causa del dolore al seno, è un’infezione batterica che può essere determinata o favorita dalla presenza di ragadi, ingorgo mammario e dotto ostruito; infatti quando il latte non riesce a scorrere liberamente rischia di infettarsi. In questo caso i sintomi sono: seno teso e arrossato, malessere generale quale dolore, debolezza, brividi e febbre anche alta.
Una mastite va tempestivamente trattata con gli stessi provvedimenti dell’ingorgo a cui va associata, se la febbre dura oltre le 24 ore, un’adeguata terapia antibiotica su prescrizione medica, con farmaci compatibili con l’allattamento. In caso di mastite, non è necessario rinunciare all’allattamento del bambino in quanto le proprietà antibatteriche del latte materno lo proteggono dai germi.
È fondamentale il riposo per una pronta guarigione.
In tutte queste situazioni è bene essere aiutate da persone competenti.
Per prevenire problemi o infezioni al seno, è consigliabile  cambiate di frequente la posizione di allattamento del bambino, e controllate sempre che sia corretta. In ogni caso, buone condizioni di salute, una dieta sana e il giusto riposo aiutano a evitare il riproporsi del problema.

7  Con quale frequenza va allattato il bambino?

Ciascun bambino è diverso! Alcuni sembra abbiano bisogno di poppare in continuazione, mentre altri lasciano passare più tempo tra un pasto e l’altro. Le mamme possono tranquillamente seguire i ritmi dei loro bambini, facendo solo attenzione che mangino a sufficienza. I bambini allattati al seno, infatti, si autoregolano: prendono quello di cui hanno bisogno, non solo a ciascuna poppata, ma anche da ciascun seno. Inoltre, molti problemi legati all’allattamento si risolvono proprio aumentando la frequenza delle poppate. Pertanto è normale che un bambino mangi anche 8-12 volte nell'arco delle 24 ore, nelle prime settimane. Se invece il bambino non mangia con questa frequenza, potrete anche doverlo svegliare per essere certe che mangi abbastanza.
Molte madri si preoccupano quando i loro piccoli non “tengono l’intervallo” delle due ore e vogliono poppare ancora più spesso, cosa che invece accade di frequente. I bambini che poppano spesso (sempre che siano attaccati correttamente al seno) assumono latte a sufficienza, proprio perché poppando spesso stimolano la produzione del latte materno.

I neonati hanno bisogno di mangiare molto spesso, perché il loro stomaco è molto piccolo e il latte materno viene digerito rapidamente. Man mano che i bimbi crescono le poppate si diraderanno gradualmente.

8  C'è abbastanza latte? Va tutto bene?

Questa preoccupazione è comune a tutte le neo-mamme.
Siccome il seno non è trasparente e non indica la quantità del suo contenuto come i biberon, dobbiamo cercare altri segnali che ci rassicurino che il bambino riceva abbastanza latte.

L’allattamento al seno sta andando bene quando il vostro bambino:
•    è pronto e sveglio per il pasti;
•    aumenta di peso dopo la prima settimana;
•    sta tranquillo e dorme diverse volte durante le 24 ore;
•    i seni o i capezzoli non vi fanno male;
•    bagna un determinato numero di pannolini e scarica regolarmente.

Ogni bambino è diverso e la sua crescita va valutata caso per caso e soprattutto globalmente, e non per ogni singola poppata (è per questo che è inutile e fuorviante pesarli prima e dopo).
Generalmente i bambini perdono peso nei primi giorni dopo la nascita: è un calo fisiologico e un bambino dovrebbe recuperare il peso che aveva alla nascita in 10-15 giorni per poi incrementare il suo peso in media di  200  grammi a settimana.  A partire dai 4 mesi, il peso aumenterà di almeno 90 grammi. Dai 6/12 mesi in poi l'aumento di peso rallenta, assestandosi intorno a 50 grammi a settimana. In questo modo i bimbi raddoppiano il peso di nascita in 5-6 mesi e lo triplicano in un anno.

Di solito, nei primissimi giorni, quando assume solo colostro, il neonato bagna soltanto uno o due pannolini al giorno. Dopo l’arrivo della montata (dopo 3-5 giorni), quando il bambino prende solo il latte della mamma, comincerà a bagnare 6 o più pannolini al giorno con urine chiare e diluite. Già dopo il primo giorno di vita e per 3-4 settimane la maggior parte dei bambini evacua  feci quasi liquide e giallastre  tra le 3 e le 8 volte al giorno, e di seguito almeno una volta ogni 3- 4 giorni.  Succede infatti che i  bambini di 2 mesi o più, possono anche ridurre il numero delle scariche giornaliere e addirittura non scaricarsi per giorni.
Non c'é motivo di preoccuparsi: se il bambino continua a crescere di peso e a bagnare i pannolini, significa che ha latte a sufficienza.
L’importante è che il bambino mostri di star bene  appaia vigile e soddisfatto: se dorme troppo o è spesso sonnolente  potrebbe aver bisogno di essere visitato dal pediatra.

9  Il seno non perde più latte, c'è la sensazione che le mammelle non siano più piene, il  bimbo vuol poppare in continuazione:c'è sufficiente produzione di latte?

Una volta che la produzione di latte è ben stabilizzata, intorno a un mese, mese e mezzo di vita, le perdite di latte o la sensazione di pienezza dei seni normalmente diminuiscono o cessano. Spesso capita che il bimbo per un paio di giorni voglia succhiare più frequentemente: questo accade perché la regolazione della quantità di latte che viene prodotto avviene per successive messe a punto. Il bimbo aumentando la frequenza delle poppate stimola una maggior produzione di latte necessaria ai suoi bisogni che cambiano nel tempo. Questi periodi dei cosiddetti “scatti di crescita” possono essere frequenti e si presentano con una grande variabilità. Può passare qualche giorno perché fra la richiesta che aumenta e la vostra offerta di latte troviate insieme un nuovo equilibrio.

10  Fino a quando bisogna allattare?

L'Oms - Unicef raccomandano che i bambini vengano allattati esclusivamente al seno per i primi sei mesi di vita e consigliano di proseguire in associazione con un’adeguata alimentazione complementare anche fino ai 2 anni e oltre se mamma e bimbo lo desiderano. Man mano che vengono introdotti cibi solidi (dai sei mesi compiuti) il bambino troverà negli altri cibi - e non più nel latte materno - la sua principale fonte di nutrimento. Finché il bambino continuerà ad essere allattato, continuerà comunque a ricevere tutti i benefici offerti dal latte materno - sia da un punto di vista nutritivo che di salute.

11  Quando è opportuno introdurre cibi solidi?

Un bambino non dovrebbe assumere cibi solidi prima del compimento dei sei mesi d’età: prima di allora, infatti, il suo apparato digerente non è ancora sufficientemente maturo per ben assorbire alimenti diversi dal latte materno. Ogni bambino, inoltre, ha un suo modo di segnalare che è "pronto" a passare ad una nuova dieta: per esempio se riesce a stare seduto da solo, se non ha più il riflesso di spingere la lingua in fuori, se è capace di raccogliere il cibo con le mani e portarlo alla bocca e se vi guarda molto interessato mentre mangiate.
Quando il bambino comincerà effettivamente ad interessarsi a nuovi alimenti, non pensiate che abbia bisogno di grandi quantità: all’inizio gli potrà bastare anche un solo cucchiaino; si tratta più che altro di abituarlo a sapori e consistenze diverse e all’occorrenza farsi guidare dai suoi gusti e desideri.

Ciascun bambino è diverso! Alcuni sembra abbiano bisogno di poppare in continuazione, mentre altri lasciano passare più tempo tra un pasto e l’altro. Le mamme possono tranquillamente seguire i ritmi dei loro bambini, facendo solo attenzione che mangino a sufficienza. I bambini allattati al seno, infatti, si autoregolano: prendono quello di cui hanno bisogno, non solo a ciascuna poppata, ma anche da ciascun seno. Inoltre, molti problemi legati all’allattamento si risolvono proprio aumentando la frequenza delle poppate. Pertanto è normale che un bambino mangi anche 8-12 volte nell'arco delle 24 ore, nelle prime settimane. Se invece il bambino non mangia con questa frequenza, potrete anche doverlo svegliare per essere certe che mangi abbastanza.
Molte madri si preoccupano quando i loro piccoli non “tengono l’intervallo” delle due ore e vogliono poppare ancora più spesso, cosa che invece accade di frequente. I bambini che poppano spesso (sempre che siano attaccati correttamente al seno) assumono latte a sufficienza, proprio perché poppando spesso stimolano la produzione del latte materno.

I neonati hanno bisogno di mangiare molto spesso, perché il loro stomaco è molto piccolo e il latte materno viene digerito rapidamente. Man mano che i bimbi crescono le poppate si diraderanno gradualmente.

12  Come si deve fare se è necessario integrare il latte materno?

L’integrazione con il latte artificiale si dovrebbe dare solo su indicazione del vostro pediatra una volta che è stato fatto ogni tentativo per consolidare un efficace allattamento al seno.
Se si deve integrare l’ideale è farlo dopo la poppata, ed  è importante usare un ausilio alternativo al biberon compatibile con l’allattamento (bicchierino, cucchiaino, o altri dispositivi consigliati da esperti).
I latti in polvere non sono sterili: il batterio Enterobacter sakazakii per esempio si trova normalmente nell’ambiente e può contaminare la polvere del latte nel momento della sua preparazione nelle fabbriche ed è  impossibile essere certi di averlo eliminato. 
È molto importante quindi seguire alcune regole, raccomandate dall’Oms,  per una corretta preparazione del latte in polvere:
•    Il latte in polvere dovrebbe essere sempre preparato al momento dell’utilizzo (una poppata per volta)
•    Bisogna lavarsi le mani con acqua e sapone e poi asciugarle.
•    Occorre versare l’acqua in un contenitore ben pulito per farla bollire.
•    Una volta bollita l’acqua il contenitore va coperto e la polvere va aggiunta quando la temperatura dell’acqua è scesa a 70 gradi (quindi non bisogna attendere più di 30 minuti). Questo è molto Importante per eliminare i Batteri!
•    Si deve mettere in un biberon sterilizzato la quantità di acqua necessaria per sciogliere la polvere e aggiungere l’esatta quantità di polvere indicata nella confezione; non bisogna mai aggiungere una quantità diversa (in più o in meno) da quella indicata.
•    Occorre poi chiudere il biberon e agitare bene il contenuto.
•    Il latte va poi raffreddato rapidamente, fino ai 37 gradi, mettendo il biberon in un recipiente con acqua molto fredda e somministrato dopo averlo testato sul dorso della mano (è meglio non usare il microonde, il rischio di ustionare involontariamente il bambino è molto alto).
•    Il latte che rimane non deve essere riscaldato una seconda volta e va buttato se non è stato consumato entro due ore.
•    Se siete fuori casa l’acqua bollente e la polvere devono essere trasportati separatamente in u termos ben chiuso, e mischiati al momento dell’uso.
•    Dopo l’uso gli strumenti usati per l’alimentazione vanno puliti e sterilizzati.

Potete trovare un approfondimento su Quaderni Acp Raccomandazioni Oms

13 Si può allattare il bambino quando si è malate?

Un bambino allattato al seno viene esposto a qualsiasi malattia contratta dalla madre, anche prima che se ne manifestino i sintomi. Una delle caratteristiche più importanti del latte materno è che quando la madre sviluppa gli anticorpi per combattere un qualsiasi malanno, trasmette quegli stessi anticorpi al bambino attraverso il suo latte, offrendogli così il modo di prevenire e combattere le malattie.
Ci sono tuttavia alcune malattie e alcuni trattamenti specifici che non sono compatibili con l’allattamento. E’ importante consultare in proposito il proprio medico curante, per avere informazioni circa la compatibilità tra l’allattamento e le eventuali malattie o cure particolari.

14 Quali cibi vanno evitati mentre si allatta?

Durante l’allattamento mangiate quello che avete sempre mangiato: non esiste una dieta speciale da seguire quando si allatta. Basta che seguiate abitudini alimentari equilibrate, quelle di sempre. Se necessario potete aggiungere un po’ di cibo in più: l’importante è assicurare un apporto adeguato di calorie, di proteine e di vitamine. Non occorre che beviate grosse quantità di acqua. Bevete normalmente, ogni volta che avete sete. Limitate invece al massimo il caffè e evitate gli alcolici.

15 Come si può continuare ad allattare se ci si deve assentare o riprendere il lavoro?

L'ideale sarebbe poter stare con il bambino ed allattarlo al seno almeno per i primi 6 mesi di vita.



Prima di tutto quindi informatevi sui vostri diritti di madri lavoratrici e di genitori, come potete fare accedendo a:

- il libretto dell'Inail sui diritti delle madri lavoratrici, Quando arriva un bambino Terza edizione aggiornata al 1° aprile 2003,  
- il Decreto Legislativo  26 marzo 2001, n.151 "Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53"
- le pagine dedicate  nel sito del Mami.

In caso di assenza, ad esempio per il rientro anticipato al lavoro, potete continuare a dare il latte estraendolo a mano o con il tiralatte e conservandolo. Ci sono tiralatte elettrici e manuali ma la spremitura più semplice e più pratica è quella che ogni mamma può fare con le sue mani.
Il latte materno si conserva molto bene. Potete raccogliere il latte direttamente in un contenitore di vetro o plastica pesante con coperchio, uno per ogni poppata. Segnando su un’etichetta giorno e ora controllerete meglio la freschezza del vostro latte.

Il latte materno può essere conservato nel frigorifero:
• fino a 3 giorni nella parte più fredda a una temperatura di 2-5 °C (Se non c’è un termometro è meglio congelare il latte che non si pensa di utilizzare)
• per 1 settimana nel comparto ghiaccio
• fino a 3 mesi nel settore freezer dotato di sportello autonomo
• fino a 6 mesi nel congelatore

Il latte va scongelato a bagnomaria: non scaldatelo mai su fiamma diretta o a microonde ed evitate di scaldarlo più volte.
Se il latte è stato scongelato, può essere conservato nel frigorifero ed utilizzato entro 24 ore. Non deve essere ricongelato.

16  E se si fuma?

Ricordate che il fumo è dannoso per tutti. Se potete non fumate: molte mamme colgono questa occasione per smettere. Se non ci riuscite, non rinunciate ad allattare poiché i bambini a maggior rischio di malattie respiratorie (come i figli di madri fumatrici) lo sono ancora di più se non ricevono latte materno ma latte artificiale.

Dovete però adottare alcuni accorgimenti:
•    ridurre il consumo di sigarette
•    fumare sempre dopo la poppata e non prima
•    non fumare mai in presenza del bambino, meglio sarebbe fuori casa
•    non condividere il letto con il bambino se non per il tempo necessario per la poppata (vedi SIDS).

Proteggete comunque il bambino dal fumo passivo.

Fonti bibliografiche

- “Il latte di mamma non si scorda mai” Consigli alle mamme sull’allattamento al seno. Ministero della salute.
- Maria Ersilia Armeni: Allattare.net Castelvecchi
- Sito  Llli - La Leche League Italia Onlus
-  Sito Mami 
- Corso di 20 ore per Il personale della maternità “Promozione e sostegno dell’allattamento al seno in un Ospedale amico dei bambini”
-  Oms: Who 2007, “How to prepare formula for bottle- feeding at home”. Disponibile in lingua inglese, francese, spagnola, cinese, russa, e araba.

Per saperne di più

  • I materiali del Progetto

Dal manuale "Materiale informativo per gli operatori. Sette azioni per la vita del tuo bambino (ottobre 2009)" (pdf 3,6 Mb) il capitolo dedicato al tema: "Promuovere, proteggere e sostenere l'allattamento materno" (pdf 764 kb).

Lo spot GenitoriPiù sull'allattamento al seno. Consulta anche gli spot nella sezione sul materiale multilingua

Il poster GenitoriPiù (pdf 569 kb).

Il calendario (pdf 364 kb) che ricorda in quali momenti della vita del bambino e della madre è necessario prestare attenzione a ciascuna delle 8 azioni. 

Il Libretto Allattamento "Mamma, che latte! Per allattare in modo sereno e consapevole". l libretto fornisce informazioni sull’allattamento, risposte alle domande più frequenti, alcuni suggerimenti per aiutare a vivere nel modo migliore l'esperienza dell'allattamento e contiene le indicazioni principali: non può e non vuole sostituire l’aiuto personalizzato che viene fornito dagli operatori dei servizi e dai pediatri di famiglia.

La pillola di valutazione "Allattamento materno" presenta i risultati emersi nel progetto di valutazione realizzato all’interno del programma “GenitoriPiù”, dati raccolti tramite diverse rilevazioni (2009-2012-2013) sulle conoscenze e sui comportamenti dei genitori e degli operatori dei percorsi nascita veneti. Indagine realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Statistica dell'Università Ca' Foscari di Venezia.

  • GenitoriPiù consiglia

L' intervento di Papa Francesco sul diritto a ricevere il latte materno (news gennaio 2015)
 
Il latte materno non può essere messo a confronto con quello artificiale..una riflessione scientifica ma anche etica che deve continuare (vedi la news del 1-12-2014)
 
2 Documenti del Ministero della Salute: “Allattamento e contraccezione” e  "Allattamento durante la gravidanza" (vedi la news del 13-10-2014).
 

      Ospedali & Comunità amici dei bambini e delle bambine

Pagina sul sito UNICEF sull'iniziativa Ospedale Amico dei Bambini per l'Allattamento Materno e Comunità Amica dei Bambini per l'Allattamento Materno e sulle tappe del percorso di riconoscimento di queste strutture.

Codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno (pdf 295 kb)
Pubblicato nel 2012, questo codice è stato realizzato da Oms e Unicef per contribuire ad assicurare ai lattanti una nutrizione sicura e adeguata. 

Linee di indirizzo nazionale per l'organizzazione e la gestione delle banche del latte umano donato nell'ambito della protezione, promozione e sostegno dell'allattamento al seno. Pubblicato nel 2013 in accordo tra Governo, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano. (vedi la news del 20-12-2013)

L'alimentazione dei neonati e dei bambini. Dichiarazione degli innocenti - 2005 (pdf 318 kb)
Realizzata nel 1990, questa dichiarazione è un manifesto su protezione, promozione e sostegno all'allattamento materno al fine del raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del millennio nel 2015. 

Progetto allattamento all'interno del percorso "Baby-friendly hospital initiative" promosso dall' UNICEF. (news 04-12-13)

L'allattamento al seno: una risorsa a cm "0" a cura di Leonardo Speri (pdf 1.82 kb)

Nota editoriale a cura di Leonardo Speri (Ulss 20 Verona)
Articolo pubblicato nel Bollettino epidemiologico nazionale a novembre 2012. 

Continua a leggere nella pagina dedicata 

Link utili

Sito di informazione del Mami, contenente news sull'allattamento, il calendario degli eventi realizzati e numerosi materiali informativi. 

International baby food action network italiano (Ibfan)
Il sito dell'Ibfan fornisce numerose informazioni sull'importanza dell'allattamento materno. 

La Leche league Italia onlus
Associazione di volontariato che sostiene le mamme nell'allattamento aiutando a ritrovare la fiducia in se stesse e fornendo informazioni aggiornate e scientificamente provate. 

Unicef e allattamento al seno 
Pagine del sito Unicef dedicate al sostegno dell'allattamento materno. 

Associazione italiana consulenti professionali allattamento materno (Aicpam)
Il sito fornisce numerose informazioni sui consultenti professionali in allattamento materno (International Board Certified Lactation Consultants, Ibclc). 

Gli Ospedali Amici dei Bambini in Italia. Elenco strutture accreditate.

L'area dedicata all'allattamento al seno del Ministero della Salute.

Farmacia amica dell'allattamento materno 
Progetto ideato da Il melograno e sperimentato a lungo da un farmacista veronese arrivando alla definizione di un protocollo di sostegno a mamme e neo-genitori per i farmacisti che aderiscono. 

 

Ultimo aggiornamento: 

Giovedì, 6 Aprile, 2017

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