Le vaccinazioni in Veneto

Essere genitori protagonisti delle scelte di salute per i propri bambini comporta piccole o grandi decisioni quotidiane, con tutti i dubbi e le preoccupazioni che queste comportano.
 
Questo vostro impegno e responsabilità possono trovare sostegno negli operatori sanitari competenti che possono offrirvi informazioni e servizi di qualità affinché possiate scegliere il meglio per la salute dei vostri bambini.
 
Da più di dieci anni la Regione Veneto è attiva nel garantire a voi genitori una completa offerta vaccinale arrivando a prevedere nel 2005 la gratuità di tutti i vaccini inseriti nel Piano Nazionale Vaccini 2005-2007 ed all'emanazione di un testo di Legge che ha previsto a sospensione dell'obbligo vaccinale per tutti i nuovi nati a partire dal 1° gennaio 2008.
 
La fiducia nelle vostre capacità di scegliere il meglio per la salute dei vostri bambini ha spinto la Regione Veneto verso un passo così importante: non vogliamo insegnarvi cosa fare, ma cerchiamo di informarvi per scegliere consapevolmente il meglio.
 
La regione Veneto per comprendere meglio le motivazione dei genitori, che stanno alla base della scelta di aderire o meno all’offerta vaccinale, nel 2009 ha avviato un’“Indagine sui determinanti della scelta vaccinale”, realizzata dall’Ulss 20 di Verona e conclusa nel 2011 di cui ora sono a disposizione i risultati sul sito del Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 20 di Verona e su EpiCentro.
 
Con l'aiuto di alcuni esperti abbiamo pertanto pensato di raccogliere alcune domande frequenti sulla sospensione dell'obbligo vaccinale.
 
Con questo nuovo Decreto non si ha più l'obbligo di vaccinare i propri bambini?

Sì. Le vaccinazioni nella regione Veneto non sono più legate all'obbligo per legge. Questo perchè l'elevata copertura vaccinale raggiunta in Veneto per le vaccinazioni sia obbligatorie che facoltative, permette a questa regione di sospendere l'obbligo. La Regione Veneto nel momento in cui sospende l'obbligatorietà punta sul senso di responsabilità dei genitori che non dovranno più sentirsi "obbligati" ma saranno invitati a scegliere in maniera "consapevole". Si potrebbe dire che l'obbligo passa ai servizi ed agli operatori sanitari che dovranno diventare sempre più attivi nell'informare ed invitare i genitori a vaccinare i loro bambini. Visto che le vaccinazioni sono un trattamento sanitario già di per sè percepito utile per la salute, è maturo il tempo per questo passaggio.

Ma vuol dire forse che non è più necessario vaccinarsi?

Tutt'altro. Grazie ai vaccini malattie gravi come il Vaiolo sono state completamente debellate e la Difterite e la Polio nel nostro Paese non si presentano più da anni. In molti Paesi purtroppo l'incidenza rimane ancora alta ed il flusso migratorio, che permette lo spostamento in pochi giorni da un punto all'altro del globo, non deve fare abbassare la guardia sulla sorveglianza di tutte le malattie infettive. Lo scopo delle vaccinazioni è quello di proteggere il singolo cittadino da infezioni gravi e talora mortali e di arrivare ad eliminare queste infezioni non solo nel nostro paese ma anche dal mondo intero. Questo è possibile per molte malattie tranne il tetano, le cui spore saranno sempre presenti nell'ambiente in cui viviamo.

Cosa cambierà di fatto con questa nuova legge?

Con questa legge si supera l'obbligo vaccinale e le sue conseguenze, tra cui la segnalazione al Tribunale dei minori. L'organizzazione delle vaccinazioni non solo non subisce cambiamenti sostanziali, ma si arricchisce con una maggiore attenzione alla qualità dell'informazione e dell'"offerta attiva" (lettere d'invito, colloqui informativi ecc...). Dal momento che il cessato obbligo non significa cessato pericolo vengono adottate procedure sempre più efficaci per mantenere elevate le copertura vaccinali: facilitazioni nell'accesso ai servizi, monitoraggio delle malattie, delle coperture vaccinali e degli eventi avversi, campagne d'informazione.

Cosa si farà nei confronti di chi non si vaccina?

Non sono più previste sanzioni amministrative o segnalazioni al Tribunale dei minori e al sindaco; si cercherà di comprendere le ragioni dei genitori del bambino e di aiutarli a scegliere attraverso un'informazione corretta e il più possibile coerente da parte di tutti gli operatori sanitari che possono dialogare con loro per sostenerli nella decisione.

Perchè il Veneto è fra i primi a sospendere l'obbligo vaccinale?

Questo passaggio alla "scelta consapevole" è stato possibile perchè i genitori hanno dimostrato di essere molto responsabili e ciò è dimostrato dalle alte copertura raggiunte nel Veneto anche per le vaccinazioni facoltative, come la pertosse e le meningiti da Emofilo B (Hib). Negli ultimi anni le vaccinazioni raccomandate, progressivamente introdotte nel calendario vaccinale, sono state liberamente accettate dai genitori al pari di quelle tradizionalmente "obbligatorie". Oltre a questo, il miglioramento del sistema vaccinale pubblico, la larga e collaudata intesa costruita con i pediatri di famiglia, ha permesso questo passaggio. Infatti già con il Calendario Vaccinale del Veneto del 2005 (Delibera di G. R. n° 4403 del 30.12.05), l'offerta gratuita è stata estesa a tutti i vaccini inseriti nel Piano vaccini nazionale, per facilitare tutte le vaccinazioni.

Chi valuta l'andamento della situazione e che non ci sia il pericolo del ritorno di certe malattie?

Un Comitato tecnico di controllo, presieduto dal direttore del Centro nazionale per la prevenzione ed il controllo delle malattie, ha il compito di monitorare l'andamento delle coperture vaccinali e l'incidenza delle malattie infettive prevenibili da vaccino e, a conclusione del periodo sperimentale, valutare i risultati. Sono state rafforzate le iniziative volte alla promozione delle vaccinazioni, all'aggiornamento continuo degli operatori, al miglioramento dell'organizzazione dei servizi vaccinali, per assicurare il mantenimento dei buoni risultati già raggiunti nelle coperture vaccinali.

Perchè i genitori dovrebbero continuare a vaccinare i loro bambini se il rischio di ammalarsi di queste malattie in Italia non è più così alto?

Lo scopo delle vaccinazioni non è solo proteggere il singolo da infezioni gravi e talora mortali, ma anche arrivare ad eliminare queste infezioni non solo dal nostro Paese, ma anche dal mondo intero. questo è possibile per molte malattie: difterite, poliomielite, morbillo, parotite, rosolia, e, molto in là nel tempo, anche per l'epatite B. Purtroppo questo non sarà mai possibile per il tetano, le cui spore saranno sempre presenti nell'ambiente in cui viviamo. Lo scopo ultimo delle vaccinazioni è rendere tutta l'umanità immunizzata almeno contro queste gravi malattie, cioè fornire questa possibilità ad ogni singolo bambino.

Cosa impedisce l'eliminazione totale delle malattie che possono essere prevenute con i vaccini?

Purtroppo ancora troppi bambini (e anche adulti) non possono essere vaccinati contro queste infezioni: la povertà, le guerre, i disastri naturali, le disegualglianze sociali, rendono questa battaglia per la vita ancora lunga e difficile; malattie che sarebbero facilmente prevenibili con i vaccini uccidono ancora oggi milioni di persone nel mondo (secondo l'Oms e l'Unicef il solo morbillo uccide ancora almeno 600.000 bambini l'anno ed in qualche caso anche in paesi più ricchi). E' anche questa una battaglia culturale: far somministrare i vaccini al proprio figlio significa non solo proteggerlo, al pari di tutti gli altri bambini, contro le relative infezioni, ma partecipare a questo grande sforzo collettivo, che giorno dopo giorno, lentamente ma progressivamente, porterà non solo a salvare vite umane ma, anche, come desideriamo e come possibile, ad eliminare il morbillo, la difterite, la polio, l'epatite B, nonchè proteggere il maggior numero di persone contro il tetano. E' un gesto di solidarietà e consapevolezza, un modo di manifestare l'amore non solo per il proprio figlio ma anche per tutti i bambini del mondo.

Anche i bambini provenienti da altri Paesi continueranno ad essere vaccinati?

Al contrario di quello che comunemente si pensa, i bambini provenienti da Paesi extraeuropei generalmente sono vaccinati per più malattie rispetto a quelli italiani; inoltre l'adesione ad eventuali altre vaccinazioni proposta all'arrivo in Italia è ben accettata, in quanto vi è quasi sempre un'esperienza familiare nel proprio Paese di origine che ha portato alla consapevolezza che molte malattie possono essere evitate. I genitori di bambini immigrati, provenienti da zone in cui le malattie infettive mettono ancora vittime, sono i più solleciti nel portare i propri figli a vaccinare: loro hanno spesso constatato di persona quali sono le conseguenze della mancata immunizzazione e considerano le vaccinazioni una grande opportunità di salute e non un dovere.

Si possono comunque mandare con tranquillità i propri figli all' Asilo Nido o alla Scuola dell'Infanzia? Saranno tutti vaccinati i bambini che li frequenteranno?

La normativa italiana prevede che l'istruzione sia un diritto di tutti, indipendentemente dalle condizioni sociali, economiche ed ideologiche. Nelle comunità scolastiche attualmente vi sono bambini non vaccinati che frequentano la scuola, alcuni per motivi di salute, altri per motivi ideologici. L'alta copertura vaccinale raggiunta in Veneto fra la popolazione, non permettendo la circolazione dei germi, dà una certa protezione anche a questi bambini. Chi vaccina i propri bambini oltre a proteggerli, permette anche ai bambini che per motivi di salute non possono essere vaccinati, di frequentare con serenità gli altri coetanei.

Il servizio vaccinale inviterà comunque alle scadenze stabilite per le vaccinazioni ed i richiami?

Sì. L'offerta delle vaccinazioni rimane un'offerta attiva, sempre più attenta e puntuale. Esiste una procedura operativa ben definita che prevede un invito nominativo per ogni vaccinazione prevista dal calendario vigente. Il personale dei servizi contatterà i genitori e li inviterà a portare il bambino per essere sottoposto alle vaccinazioni come fatto finora. Dopo il primo invito senza risposta o giustificazione, viene inviato un secondo invito. Se anche questo rimane senza risposta ne viene inviato un terzo con raccomandata. Gli operatori dei  servizi vaccinali attuano le iniziative più appropriate coinvolgendo in ogni caso il pediatra di famiglia.

Su che cosa è importante che i genitori siano informati?

Oggi in particolare si raccomanda che i genitori siano informati sui rari ma pur possibili eventi avversi delle vaccinazioni.

Cosa possono fare i genitori?

Informarsi dagli operatori (dei servizi vaccinali, dai pediatri di famiglia, ecc) oppure attraverso i mezzi a disposizione dalla Regione, come il libretto delle istruzioni, siti internet accreditati, fare insieme al pediatra un'attenta valutazione rischi/benefici, fare la propria parte per la salute del bambino, consapevoli di contribuire anche alla salute degli altri bambini ed alla sconfitta di queste malattie.

A chi possono rivolgersi i genitori per avere maggiori informazioni?

I genitori possono avere maggiori informazioni rivolgendosi agli operatori dei servizi vaccinali, ai pediatri di famiglia, ai medici di medicina generale.

Ora che le vaccinazioni non sono più obbligatorie si devono pagare?

No. Tutte le vaccinazioni previste dal nuovo calendario vaccinale della Regione Veneto vengono offerte gratuitamente.

La non obbligatorietà delle vaccinazioni comporterà un rifiuto nell'assunzione di responsabilità da parte delle Ulss in caso di danni da vaccino?

No, le Ulss rimangono responsabili e devono garantire l'indennizzo. La legge 210/92 prevedeva l'indennizzo per danni da vaccino per le vaccinazioni obbligatorie, che successivamente venne steso anche alle vaccinazioni facoltative. Tutto questo continua ad essere garantito nel Veneto, anche dopo l'emanazione della legge sulla sospensione dell'obbligo vaccinale. (legge regionale n.7 del 23 marzo 2007).

Per un approfondimento

Ultimo aggiornamento: 

Lunedì, 23 Gennaio, 2017

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