Autismo e Vaccini

Una nuova e discutibile sentenza.
 
È rimbalzata nei giorni scorsi la notizia della sentenza del Tribunale del Lavoro di Milano che ipotizza l’esistenza di “un nesso causale” tra il vaccino esavalente Infanrix Hexa Sk (contro difterite, tetano, poliomelite, epatite b, Haemophilus influenzae di tipo B e pertosse) prodotto da GlaxoSmithKline e l’autismo, e condanna il Ministero della Salute a versare per tutta la vita un assegno bimestrale a un bimbo di nove anni affetto da autismo, al quale nel 2006 fu somministrato il vaccino.
 
Malgrado l’Organizzazione Mondiale della Sanità e la comunità scientifica siano unanimi nel ribadire che non esiste alcun legame tra vaccinazione esavalente e autismo (vedi Comunicato Stampa Congiunto SItI-FIMP-SIP-ACP-FIMMG), così come tra questa malattia e vaccino contro morbillo, parotite e rosolia (MPR), il dubbio e la paura vengono alimentati da sentenze come questa, sulle quali occorre fare chiarezza…
 
L'ipotesi che i vaccini (in particolare l’MPR) potessero essere causa di autismo nacque nel 1998 in seguito ad uno studio di un medico, Andrew Wakefield, che in un suo lavoro disse di aver trovato anticorpi del virus del morbillo nell'intestino di (pochi) bambini autistici. In seguito alle indagini scatenate dalle polemiche conseguenti allo studio, si scoprì che Wakefield aveva realizzato un falso. 
 
Nonostante questo la notizia si diffuse in tutto il mondo, creando paure e fobie, soprattutto nei genitori che si apprestavano a vaccinare i propri bambini. 
 
Successivi e numerosi studi hanno indagato l’eventuale correlazione tra vaccino trivalente, vaccini in generale ed autismo. Nessun dato lo ha mai dimostrato, è stato anzi smentito da ricerche con campioni sempre più numerosi. Dato che le cause non sono ancora chiare, le più recenti indagini spaziano su più fronti: cause genetiche, infettive, metaboliche, immunologiche, ambientali, .
 
In un approfondito articolo del dott. Salvo Di Grazia pubblicato su Scienze Blog di Repubblica viene fatta un’attenta analisi della sentenza e in particolare della perizia, arrivando alla conclusione che questa risulti “completamente irrilevante dal punto di vista scientifico, ricca di errori, conclusioni personali non corroborate da dati, fallacie oggettive, metodi superficiali…. un insieme di errori madornali, non degni di un percorso scientificamente onesto e corretto e che, naturalmente e come è accaduto, possono portare a gravi decisioni dannose per la collettività (economicamente e dal punto di vista sanitario)”.
 
Vi invitiamo tutti, genitori e operatori sanitari, a leggere con attenzione questa analisi che accuratamente prende in esame l’intera sentenza, dalla quale è possibile estrapolare delle parti della perizia che riportano le motivazioni del perito nell’affermare che il vaccino sia "l'unica causa conosciuta della malattia" (andando contro ogni conoscenza scientifica odierna) e si possano escludere altre cause (come quella genetica).
 
I motivi dichiarati, senza alcun fondamento, sono due:
1. L'ammissione da parte dall'azienda della possibilità che il suo vaccino possa essere causa di autismo 
2. la presenza, nel vaccino, di un "disinfettante a base di mercurio -Thiomersal, comprovato come neurotossico", presente in alcuni lotti del vaccino in quantità oltre i limiti consentiti. 
 
Affermazioni respinte in modo chiaro e approfondito nell’articolo che dimostra come:
1. Dal documento dell'azienda non risulta che il vaccino possa causare autismo, non è ammesso neanche in via ipotetica.
2. Il "disinfettante" (Thiomersal) usato dall'azienda, non ha comprovata tossicità e non è contenuto in quantità sopra ai limiti, anzi, non è contenuto per niente.
 
Ci uniamo al comunicato congiunto della maggiori società scientifiche, preoccupate come noi, per la tutela della salute dei bambini e dell’intera comunità, delle decisioni di alcuni tribunali che pur in mancanza di qualsiasi evidenza scientifica, riconoscono un danno da vaccinazione.
 
Il Ministero della Salute ha deciso di ricorrere in appello in quanto una simile sentenza risulta pericolosa per la salute pubblica. 
 
Ci associamo alle conclusioni di Di Grazia: “Credo sia interesse di tutti pretendere chiarezza, onestà, pulizia da parte delle aziende farmaceutiche e dagli enti di controllo, ma anche avere giustizia e giustizia significa "decisioni giuste", non pietose o palesemente errate,  sarebbe una tragedia, serve verità, trasparenza, non pietà e superficialità, perché, diceva un mio vecchio professore all'università, "il medico pietoso fece la piaga purulenta" e di piaghe e malattie, nel passato ne abbiamo avute abbastanza per permetterne un ritorno”.
 
 

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Martedì, 2 Dicembre, 2014
Ultimo aggiornamento: 04/02/2015