C'è latte e latte...

Il latte materno non può essere messo a confronto con quello artificiale … una riflessione scientifica ma anche etica che deve continuare
 
I genitori sono bombardati da messaggi pubblicitari sempre più pressanti che invitano a far consumare ai loro bambini più latte. Ma - attenzione! - non un latte qualsiasi. 
Penserete “più latte della loro mamma…” No, no! Quello va bene, ma solo per i primi mesi, al massimo per un anno, poi ci sono i super latti, quelli che fanno crescere meglio, che hanno i perfetti nutrienti, esattamente bilanciati per farli crescere sani e forti. Certamente molto diversi dall’eventuale latte che si prende dal banco frigorifero del supermercato per condividerlo col loro bambino di due o tre anni; giammai! 
 
Questo l’inizio dell’articolo “Il latte conviene?”  del pediatra Sergio Conti Nibali, pubblicato sulla rivista Uppa.it - Un pediatra per amico, dove si affronta il tema del latte di crescita sponsorizzato non solo dalle case produttrici, ma anche da pediatri e istituzioni sanitarie, malgrado non vi siano evidenze scientifiche che ne provino l’utilità per bambini di età superiore all’anno di vita. 
 
Al contrario esistono prese di posizione di agenzie nazionali, europee e mondiali (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare-EFSAOrganizzazione Mondiale della Sanità-OMS, ecc.) che indicano come non vi siano elementi ad oggi per ritenere utile l’uso di questi latti formulati, se non addirittura mettere in guardia contro possibili effetti negativi. 
 
L’EFSA in particolare sui latti di crescita scrive: “L’uso dei cosiddetti “latti di crescita” non apporta alcun valore aggiunto rispetto a una dieta bilanciata nel soddisfare il fabbisogno nutrizionale dei bambini nella prima infanzia nell’Unione europea”
 
La diffusione dei latti di crescita può interferire con l’allattamento materno: la spinta commerciale verso l’acquisto di questi prodotti, inevitabilmente crea incertezza tra i consumatori e condiziona negativamente l’allattamento materno, che è raccomandato anche oltre il primo anno di vita, sia dall’OMS che dal Ministero della Salute
 
“Promuovere il consumo di un latte artificiale nei bambini di una fascia di età in cui è ancora raccomandato l’allattamento naturale, non è consentito dal Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno e quindi questo genere di pubblicità non dovrebbe essere consentito”. 
 
Problematica denunciata nei recenti fatti di cronaca che hanno portato all’arresto di diversi pediatri della Toscana e di altre regioni italiane con l’accusa di promuovere il latte artificiale in cambio di notevoli benefit.
 
Ma se questi fatti, qualora dimostrati (vedi il comunicato della Federazione Italiana Medici Pediatri), fanno emergere una particolare situazione di degenerazione, dai risvolti penali, che ci interroga sulla problematica più generale del conflitto di interessi, essi non devono scoraggiare tutti gli altri professionisti che lavorano in questo ambito, liberi da pressioni commerciali, a continuare ad operare non solo nella massima espressione etica della professione, ma  anche a promuovere attivamente una cultura dell’etica professionale, con il coraggio di contrastare queste derive non solo con la testimonianza.
 
Un impegno in tal senso è stato assunto da tempo da Organizzazioni Non Governative (ONG) riconosciute dall’OMS e dall’UNICEF a livello internazionale come IBFAN o  associate per  rappresentare un punto di riferimento per tutti i cittadini e le Istituzioni che vogliano impegnarsi, essere informati e semplicemente interessarsi a ciò che significa per un bambino alimentarsi in modo adeguato e fisiologico, come di recente la CIANB (Coalizione Italiana per l'Alimentazione dei Neonati e dei Bambini).
Vedi il comunicato stampa della CIANB. 
 
Per saperne di più consulta il documento completo dell’EFSA: Opinion on nutrient requirements and dietary intakes of infants and young children in the European Union, 25 Oct. 2013.
 

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Lunedì, 1 Dicembre, 2014
Ultimo aggiornamento: 16/10/2015