Difendi la tua fertilità, prepara una culla nel tuo futuro

Questo è lo slogan del "Piano nazionale per la fertilità" presentato il 27 maggio, a Roma, dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin.


Il Piano dichiara che per favorire la natalità, occorrano, sia lo sviluppo di politiche intersettoriali e inter-istituzionali a sostegno della Genitorialità, che politiche sanitarie ed educative per la tutela della fertilità, che siano in grado di migliorare le conoscenze dei cittadini al fine di promuoverne la consapevolezza e favorire il cambiamento. 

Lo scopo del Piano è quello di collocare la Fertilità al centro delle politiche sanitarie ed educative in un Paese nel quale l’attuale denatalità mette a rischio il welfare.

In Italia la bassa soglia di sostituzione nella popolazione non consente di fornire un ricambio generazionale. Il valore di 1,39 figli per donna, nel 2013, colloca il nostro Paese tra gli Stati europei con i più bassi livelli. Questo determina un progressivo invecchiamento della popolazione.
Negli ultimi anni la maternità ad età elevate accade sempre più frequentemente per la nascita del primogenito. Il peso della cura dei bambini è molto rilevante per le donne più istruite e con lavori di responsabilità che si confrontano con alti costi opportunità e si trovano a dover ridurre la loro attività lavorativa.

Il ritardo alla nascita del primo figlio implica un minor spazio di tempo, ancora disponibile, per raggiungere il numero desiderato di figli.

La combinazione tra la persistente denatalità ed il progressivo aumento della longevità conducono a stimare che, nel 2050, la popolazione inattiva sarà in misura pari all’84% di quella attiva. Questo fenomeno inciderà sulla disponibilità di risorse in grado di sostenere l’attuale sistema di welfare, per effetto della crescita della popolazione anziana inattiva e della diminuzione della popolazione in età attiva.
Il nostro Paese si pone comunque all'interno di una tendenza comune nel continente, dovuta non solo a fattori sanitari ed economici ma anche e soprattutto culturali e sociali.

La denatalità influenza direttamente molti settori: economico, sociale, sanitario, previdenziale… Occorre, pertanto, promuovere un consapevolezza nelle persone e un cambiamento culturale che porti negli anni ad invertire la tendenza al declino delle nascite.

Il Piano si prefigge obiettivi formativi-informativi ed obiettivi sanitario-assistenziali coinvolgendo cittadini, medici, farmacisti, operatori sanitari, scuole, università, aziende sanitarie.


Gli obiettivi del Piano

  • Informare i cittadini sul ruolo della Fertilità nella loro vita, sulla sua durata e su come proteggerla evitando comportamenti che possono metterla a rischio.
  • Fornire assistenza sanitaria qualificata per difendere la Fertilità, promuovere interventi di prevenzione e diagnosi precoce al fine di curare le malattie dell'apparato riproduttivo e intervenire, ove possibile, per ripristinare la fertilità naturale.
  • Sviluppare nelle persone la conoscenza delle caratteristiche funzionali della loro fertilità per poterla usare scegliendo di avere un figlio consapevolmente ed autonomamente.
  • Operare un capovolgimento della mentalità corrente volto a rileggere la Fertilità come bisogno essenziale non solo della coppia ma dell’intera società, promuovendo un rinnovamento culturale in tema di procreazione.
  • Celebrare questa rivoluzione culturale istituendo il “Fertility Day”, Giornata Nazionale di informazione e formazione sulla Fertilità, dove la parola d’ordine sarà scoprire il “Prestigio della Maternità”.

 

Per saperne di più visita la pagina dedicata del Ministero della salute.
 
 

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Mercoledì, 17 Giugno, 2015
Ultimo aggiornamento: 17/08/2015