Difterite in Spagna

È il primo caso di difterite che si verifica in Spagna dal 1986. 
Ad ammalarsi è stato un bambino di sei anni della città di Olot, in Catalogna, che nonostante i programmi gratuiti di immunizzazione, i genitori avevano scelto di non vaccinare. 
Il piccolo è stato ricoverato in gravi condizioni a Barcellona e sottoposto a una cura medica con un’anti-tossina, che però è stato molto difficile reperire. 
 
La difterite è un’infezione causata da un batterio, il Corynebacterium diphtheriae, che si manifesta prima con tosse e mal di gola ma in stadi avanzati può danneggiare gravemente cuore, reni e sistema nervoso. 
Un tipico segno della malattia di tipo respiratorio è la formazione di membrane molto tenaci (dense ed aderenti) a livello della laringe, che causano gravi difficoltà respiratorie e vere e proprie crisi di soffocamento, tanto che in alcuni casi il decorso può portare alla morte per asfissia; altri sintomi come febbre, dolori e stanchezza sono molto comuni, possibili anche alcune complicanze, soprattutto renali e cardiache. 
L’unico modo per prevenire la malattia è la vaccinazione.
 
                  
 
L'Italia gode ancora di una buona copertura vaccinale contro la difterite e il relativo vaccino è contenuto nell’esavalente.
Negli altri Stati europei la situazione è simile, pochi casi e una buona copertura vaccinale. 
 
L’ultima epidemia importante si è manifestata nei Paesi dell’ex Unione Sovietica quando, a causa della crisi sociale degli Anni Novanta, buona parte della popolazione non fu vaccinata, e questo determinò in meno di 10 anni più di 200.000 casi di difterite e quasi 6.000 morti (da opuscolo “Vaccinazioni: dubbi e risposte” pagg.46-48).
Proprio in Russia è stato possibile reperire l’antitossina necessaria al bambino spagnolo. 
 
Dobbiamo essere consapevoli che finché esiste un solo caso al mondo di qualsiasi malattia infettiva, per quanto rara, questa non potrà essere considerata scomparsa. 
Questo vale oltre che per la difterite anche per la poliomielite, considerata fino a poco tempo fa vicina all’eradicazione ma purtroppo ancora esistente ed insidiosa, a differenza del vaiolo da anni scomparso dal nostro pianeta, eradicato grazie alla vaccinazione. 
Un risultato straordinario che ci ha consentito di evitare sofferenze e dolore a tanti bambini e alle loro famiglie e che grazie ai vaccini potrebbe essere raggiunto sia per la difterite che per la poliomielite.
 
Questo nuovo caso di difterite serva come monito perché nessuno pensi di poter abbassare la guardia nei confronti di importanti malattie che possono essere causa di gravi complicanze o per le quali non esistono terapie efficaci. 
È molto rischioso diminuire l’attenzione verso queste malattie o mettere in dubbio l’utilità delle vaccinazioni in quanto, riducendo l’adesione, si aumenta proporzionalmente la probabilità che queste possano ripresentarsi.
 
Vaccinare, oltre che a proteggere il singolo, è un atto di responsabilità e solidarietà nei confronti di chi non può essere vaccinato e l’espressione di un senso civico che contribuisce a migliorare il livello di salute dell’intera comunità. 
 
Le vaccinazioni sono una conquista che va rafforzata perché non venga perduta!
 
 
Per saperne di più sulle vaccinazioni visita la pagina dedicata sul sito
 
Aggiornamento: Il 27 giugno viene data notizia della morte del bambino.
 

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Venerdì, 19 Giugno, 2015
Ultimo aggiornamento: 19/08/2015