Equità nella salute: per raggiungerla serve un approccio integrato

Una guida per affrontare le disuguaglianze di salute
 
Sul Dors è disponibile la traduzione italiana dei capitoli salienti del documento dell'OMS "Lo spettro d'azione per l'equità: adottare un approccio globale. Guida per affrontare le disuguaglianze di salute". 
 
Il documento offre ai decisori e ai professionisti della salute degli strumenti e una guida per mettere in pratica le idee espresse nel rapporto "Health 2020" (il nuovo quadro politico sviluppato dall’OMS per l’Europa) e le raccomandazioni formulate da Sir Michael Marmot e il suo team nella revisione dei determinanti sociali di salute.
 
Nella guida si evidenzia: “La riduzione delle disuguaglianze di salute richiede una combinazione di approcci universali e mirati”.
 
Non basta rivolgersi ai gruppi ad alto rischio per affrontare il problema: le disuguaglianze di salute riguardano l’intera società, quindi serve un approccio universale che includa tutti, non stigmatizzi e abbia un impatto maggiore sui più svantaggiati. 
 
Per ridurre la distanza in salute tra chi è più in difficoltà e chi sta meglio talvolta può non bastare un approccio universale: potrebbe essere necessario uno sforzo supplementare, misurato sui bisogni dei gruppi svantaggiati.
Questa strategia viene anche chiamata universalismo proporzionale. 
 
In altre parole, per agire sulle disuguaglianze di salute, non si tratta di scegliere tra azione universale o mirata, ma di combinare entrambe in una strategia efficace. 
 
The Review of social determinants and the health divide in the WHO European Region evidenzia tre aspetti chiave per la priorità di azione in qualsiasi approccio globale di contrasto alle disuguaglianze di salute: 
  1. adottare un approccio lungo tutto il corso della vita, che rivolga un’attenzione particolare all’importanza per ogni bambino di poter iniziare bene la propria vita; 
  2. migliorare le condizioni in cui le persone vivono e lavorano, in particolare quelle di coloro che vivono nelle situazioni più svantaggiate; 
  3. costruire e sostenere sistemi di tutela sociale e sanitaria più equi, cosa molto importante durante i periodi di recessione economica. 
Questi punti affrontano gli aspetti chiave che contribuiscono all’incremento delle disuguaglianze di salute, dato che condizioni sfavorevoli possono accumularsi e interagire tra loro lungo tutto il corso della vita, da prima della nascita (salute della madre), durante l’infanzia, la vita lavorativa e la vecchiaia. 
 
Alle azioni che garantiscono un buon inizio di vita per ogni bambino è data la priorità più alta, cominciando da un’adeguata tutela sociale per le famiglie più giovani e progredendo verso un’istruzione e un’assistenza per la prima infanzia universali, di qualità elevata e a prezzi accessibili. 
 
L’istruzione in particolare assume un ruolo strategico: l’ingresso nella scuola può diventare un momento critico che può avere conseguenze a lungo termine in età adulta e anche oltre. 
 
Lo scarso sviluppo e la scarsa preparazione scolastica riscontrati nei bambini dei gruppi meno privilegiati, per esempio, possono portare ad un numero inferiore di qualifiche/titoli di studio, minori possibilità lavorative, redditi più bassi e minori possibilità di migliorare la propria salute.
 
Investire nella tutela sociale e della prima infanzia per le giovani famiglie può contribuire ad allineare il gradiente sociale di salute.
 
Questi sono solo alcuni tra i concetti espressi nei documenti che indirizzano e confermano l’agire di chi si sta impegnando specie in ambito materno-infantile come il programma GenitoriPiù, che è stato positivamente segnalato nel libro bianco "Equità nella Salute" come uno dei programmi italiani che riservano da tempo attenzione alla tema delle disuguaglianze.

 

 

 

 

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Mercoledì, 4 Marzo, 2015
Ultimo aggiornamento: 05/05/2015