Giornata mondiale della prematurità

bambino prematuro

Il 17 Novembre si celebrerà la Giornata Mondiale della Prematurità (World Prematurity Day), riconosciuta dal Parlamento Europeo grazie all’impegno della European Foundation for the Care of Newborn Infants (EFCNI) ed istituita nel 2008.

Si definisce parto prematuro quello che avviene prima della 37esima settimana di gestazione. In Italia ogni 10 parti uno è pretermine e tale evenienza è responsabile di circa la metà delle morti neonatali, ovvero quelle che avvengono entro 28 giorni dalla nascita. I bambini che nascono sotto le 32 settimane vengono definiti come “molto pretermine” e quelli che nascono sotto le 28 settimane “estremamente pretermine”. Purtroppo più prematuro è il parto più basse sono le possibilità di sopravvivenza e più alte le probabilità di disabilità future.

Essere il genitore di un bambino nato prematuro è un’esperienza complessa, anche quando “alla fine” va tutto bene. Si tratta infatti di una nascita che implica il ricovero in Terapia Intensiva Neonatale (TIN) indispensabile per le terapie necessarie al supporto del neonato che non avendo ancora sviluppato completamente organi ed apparati, non è in grado far fronte alla vita fuori dal grembo materno. Tale esperienza non è sempre  semplice da affrontare per la madre, il partner ed i familiari. I genitori si trovano infatti spesso in una situazione inaspettata, difficile da comunicare e condividere, che può generare maggiori livelli di ansia, stress e depressione rispetto ai parti a termine.

L’esperienza e la letteratura pongono l’accento sull’importanza di un intervento multidisciplinare al bambino e a tutto il nucleo familiare. Alcuni Reparti di TIN hanno infatti implementato buone pratiche che si sono dimostrate utili nel supportare la relazione genitori-figlio in questa fase così delicata, come ad esempio la possibilità per i genitori di vedere il bambino in qualsiasi momento oltre al loro coinvolgimento attivo nella cura del neonato, supportando, anche in queste circostanze, l’allattamento esclusivo. Inoltre il contatto pelle-a-pelle e la marsupioterapia, gesti semplici che aiutano il bambino a crescere e a sentirsi protetto, rappresentano un’opportunità anche per il partner. Alcune TIN propongono infine momenti di lettura per i bambini, che possono aiutarli ad entrare in contatto con il mondo esterno attraverso la voce dei loro familiari.

Per ridurre l’incidenza delle nascite premature è necessario anche agire sui fattori di rischio, attraverso azioni di prevenzione primaria, come alcune delle azioni promosse da GenitoriPiù, soprattutto evitare tabacco ed alcol in gravidanza.

Per minimizzare invece gli effetti a lungo termine della prematurità, in un’ottica di prevenzione secondaria, è importante inoltre seguire questi bambini nel tempo, come ricordato nel Manifesto dei diritti del Bambino nato prematuro. Il follow-up nei primi mesi di vita, assieme all’assistenza nella prima ora, è posto al centro di un video della Società Italiana di Neonatologia (SIN) e del Ministero della Salute. Vai al link per vedere il video.

Per definire un modello ed un protocollo condiviso per il follow-up è stata inoltre creata una rete per il monitoraggio e la sorveglianza dei nati prematuri, grazie ad una collaborazione tra Istituto Superiore di Sanità (ISS), Società Italiana di Neonatologia (SIN) e Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (SINPIA), per il riconoscimento, la diagnosi e l’intervento precoce dei disturbi dello sviluppo (neurosensoriale, cognitivo e respiratorio) nel neonato pretermine.

I risultati dell’indagine nazionale saranno presentati tra pochi giorni a Roma, occasione cruciale di scambio e analisi di eventuali criticità.

Fonti ed approfondimenti:

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Giovedì, 7 Novembre, 2019
Ultimo aggiornamento: 07/11/2019