Gli screening al neonato

                           
L’obiettivo del Ministero della Salute: effettuare lo screening audiologico neonatale in tutti i punti nascita
 
La sfida dell'oftalmologia ed dell’audiologia del terzo millennio sono volte alla prevenzione delle malattie che possono determinare gravi deterioramenti della visione e dell’udito.
La visione e l’udito sono, infatti, i sensi più importanti per lo sviluppo generale e per la formazione del bambino.
Al bambino cieco o ipovedente o affetto da sordità o ipoacusia, vengono a mancare una serie di fattori estremamente importanti per un normale apprendimento e sviluppo.
La correzione precoce assume un'importanza di rilievo nella pianificazione pubblica, in quanto nel bambino con difetti della vista o dell’udito insorgono frequentemente difficoltà nello sviluppo fisico e psichico e tali alterazioni rappresentano talvolta un ostacolo all'integrazione sociale.
Un intervento terapeutico precoce, nella cura di molte affezioni oculari, permette di evitare che l'eventuale patologia in atto possa provocare danni irreversibili alla funzionalità visiva, causando cecità o ambliopia; per l’ipoacusia, permette invece di cominciare un intervento riabilitativo entro il 6° mese di vita, durante cioè il "periodo di plasticità cerebrale", nel quale si sviluppano complessi circuiti interneurali e in cui l’input acustico periferico è essenziale per una corretta maturazione delle vie uditive centrali.
 
 
Il Ministero della Salute quindi, in linea con quanto richiesto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) agli Stati membri, così come riportato nell’Action Plan for the Prevention of avoidable Blindness and Visual Impairment 2009 – 2013, ha inserito nel Piano Nazionale di Prevenzione (2014 – 2018) il macro-obiettivo di ridurre le conseguenze dei disturbi neurosensoriali derivanti da ipoacusia e sordità e ipovisione e cecità: le strategie suggerite sono quelle degli screening audiologici ed oftalmologici neonatali in tutti i punti nascita. 
 
 
La Regione Veneto, che ha una positiva esperienza nell’applicazione di questi screening ha recepito queste indicazioni nel Piano Regionale dalla Prevenzione 2014-2018 approvato nel maggio ultimo scorso, proponendosi inoltre di rafforzare con il Programma GenitoriPiù tutte le azioni preventive che concorrono a ridurre il rischio di queste invalidanti affezioni, a partire dal periodo preconcezionale e nel corso di tutta la gravidanza.
In particolare, tale necessità si ravvisa più marcatamente in un periodo storico quale quello attuale, dove si assiste a una riduzione delle risorse economiche con conseguente imposizione di scelte più precise e razionali per la loro giusta allocazione, nel massimo rispetto del cittadino-paziente.
Esperienze in altri Paesi hanno confermato che l'onere finanziario da dedicare a un'intensa campagna d'informazione e prevenzione è di gran lunga inferiore a quello sostenuto per fare fronte alle ricadute sociali del sostegno di un bambino ipovedente o affetto da sordità.
Lo screening precoce per i disturbi visivi ed uditivi è quindi una procedura importante, poiché il neonato non può lamentare il proprio deficit anche se la sua visione o il suo udito sono significativamente alterati.
 
Per approfondimenti sull’argomento visita il sito del Ministero della Salute
 

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Lunedì, 3 Agosto, 2015
Ultimo aggiornamento: 05/11/2015