L’Italia non è un paese per bambini

I problemi dell’adolescenza e dell’infanzia in Italia restano fortemente segnati da un contesto di difficoltà economica e povertà, ma la scarsità di servizi sociali ed educativi che supportino i minorenni, fanno pagare loro un prezzo ancora più alto. Nonostante numerose evidenze scientifiche, dalle neuroscienze all'economia dello sviluppo, sottolineino l’importanza delle primissime epoche della vita per lo sviluppo cognitivo, emotivo, sociale e dell'equità dell'individuo, con effetti che durano per tutto il corso della vita, sembra che l’Italia “non sia un Paese per bambini”.  
Inizia così il comunicato stampa  del Gruppo di lavoro per la Convenzione dei diritti dell’infanzia e adolescenza d’Italia (CRC) che ha diffuso qualche giorno fa il nuovo Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione Onu sull’infanzia e l’adolescenza e i suoi Protocolli Opzionali (Rapporto CRC).
Ancora lontani dagli obiettivi europei nelle politiche per l’infanzia. Solo il 13,5% dei bambini ha accesso ai servizi per l’infanzia e agli asili nido, con opportunità ancor più ridotte nel Sud e nelle Isole. Ancora troppi i minorenni nella fascia di età 0/5 fuori dalla propria famiglia di origine che vengono accolti nelle comunità rispetto all’affido familiare. 
 La Settima edizione del Rapporto CRC 1 su “I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”, fa emergere la difficoltà cronica da parte delle istituzioni di “mettere a sistema” le politiche per l’infanzia e l’adolescenza nel nostro Paese, così come continuano a essere tagliati in modo significativo i fondi dedicati,…...  
 
Per saperne di più leggi il comunicato stampa e il 7° rapporto CRC
 
 
 

Tags: 

Data: 

Venerdì, 20 Giugno, 2014
Ultimo aggiornamento: Venerdì, 1 Agosto, 2014 - 15:25