Meningite batterica: una malattia difficile da trattare, ma prevenibile

 

meningite, immagie da BFree FIMP

Immagine da Bfree – un progetto di FIMP

 

La meningite, in Italia, colpisce circa 1000 persone all’anno, soprattutto bambini. Si tratta di un’infezione delle meningi, le membrane che proteggono il cervello e il midollo spinale, che può essere causata da virus, batteri o funghi. Le meno frequenti, ma più aggressive, sono le meningite provocate da batteri, quali pneumococco, emofilo di tipo b (o Hib) e meningococco.

Si tratta di una malattia difficile da trattare poiché i sintomi, inizialmente aspecifici, possono non venire riconosciuti in tempo utile per una diagnosi efficace. La meningite batterica, infatti, evolve rapidamente e può portare alla morte entro 24-48 ore, quindi è importante che la diagnosi e il trattamento siano tempestivi.

La prevenzione attraverso le vaccinazioni è quindi fondamentale, così come una opportuna e tempestiva terapia antibiotica nel caso di contatti con una persona malata.

 

La Meningite da Meningococco può essere prevenuta attraverso il vaccino inattivato, coniugato contro il sierotipo C (MenC), ed il vaccino inattivato, coniugato tetravalente (MCV4), che protegge dai sierotipi A, C, W135 e Y. Inoltre dal 2013 in Italia è disponibile il vaccino contro il meningococco B (MenB), il quale causa la maggior parte delle malattie da meningococco in età pediatrica. Questo vaccino può essere somministrato a partire dai 2 mesi di età.

Infatti sono 5 i sierogruppi del batterio che causano la maggior parte delle Meningiti (A, B, C, W135, Y), ma i sierogruppi A e B sono responsabili, da soli, di circa il 90% dei casi di meningite invasiva al mondo.

I casi di Meningite nel mondo si concentrano soprattutto, secondo i dati dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) nei Paesi dell’Africa sub – sahariana, che formano la “meningit belt” (fascia della meningite), area in cui la malattia è endemica.

L'infezione meningococcica si trasmette per via respiratoria, attraverso secrezioni nasali e faringee di persone infette o portatori. Il periodo di incubazione è di circa 3-4 giorni. Possono contrarre la malattia persone di tutte le età, ma i più esposti sono bambini sotto i 5 anni. In particolare nei lattanti la meningite si manifesta con irritabilità, inappetenza, sonnolenza, scarsa reattività agli stimoli ed instabilità termica, rischiando perciò di venire confusa con una più comune influenza.

 

La Meningite da Pneumococco è prevenibile attraverso due tipi di vaccino anti-pneumococcico: coniugato 13-valente (PVC13) inattivato (indicato per i bambini fino ai 5 anni e per coloro che presentano condizioni di rischio) e polisaccaridico 23-valente, per i bambini di età superiore ai due anni e gli adulti. Si tratta attualmente del tipo più comune di meningite dopo quella causata dal meningococco, ed è più frequente tra adulti ed anziani. Si presenta in forma sporadica, ovvero non è in grado di provocare epidemie, al contrario delle meningiti da meningococco e da emofilo di tipo b. Lo pneumococco si trasmette per via respiratoria ed è responsabile anche di polmoniti ed infezioni delle prime vie respiratorie.

 

La Meningite da emofilo di tipo b è prevenibile attraverso il vaccino coniugato ed inattivato somministrato solitamente con il vaccino esavalente ai bambini sotto l’anno di vita. L’immunizzazione ha permesso di ridurre drasticamente, portandoli quasi a zero, i casi di meningite da emofilo di tipo b, che fino alla fine degli anni 90 rappresentava il tipo di meningite più diffuso tra i bambini sotto i 5 anni di età.

 

Le Meningiti virali sono invece meno pericolose, ma più frequenti e nella maggior parte dei casi non possono essere prevenute. Tuttavia, le vaccinazioni contro poliomelite, morbillo-parotite-rosolia, varicella, oltre a proteggere i bambini da queste malattie, prevengono anche la meningite virale, perché i virus che causano queste malattie sono anche responsabili di alcune meningiti.

È inoltre sempre importante seguire norme igieniche come lavarsi accuratamente le mani ed evitare il contagio da persone malate evitando di utilizzare le stesse posate o bicchieri.

 

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Lunedì, 15 Aprile, 2019
Ultimo aggiornamento: 15/04/2019