Rosolia: a rischio 1/3 delle donne in età fertile.

Il report di PASSI 2013 e il nuovo Piano di eliminazione...
 
La rosolia è diffusa in tutto il mondo. Di solito  benigna per i bambini, diventa pericolosa durante la gravidanza; se contratta nel primo trimestre di gravidanza, l’85% dei neonati contrae la cosiddetta "sindrome congenita"
 
Malgrado questa pericolosità,  i dati del 2012 relativi alla vaccinazione antirosolia raccolti da PASSI  e pubblicati su Epicentro, confermano una scarsa consapevolezza del problema legato all’infezione da rosolia  in gravidanza.
 
Secondo questi dati raccolti tra il 2009 e il 2012, in 10 Regioni italiane (Veneto, P.A. di Bolzano, Liguria, Toscana, Friuli Venezia-Giulia, Puglia, Molise, Umbria, Valle d’Aosta, Calabria), solo 4 donne su 10 dichiara di essere stata vaccinata contro la rosolia ma con un’elevata e significativa variabilità regionale rispetto alla copertura vaccinale, con valori che vanno dal 20% della Valle d’Aosta al 62% del Veneto.
Di conseguenza la proporzione di donne non protette dalla rosolia (pari al 2%) o non consapevoli del proprio stato immunitario (pari ben al 34%), supera 1/3 delle donne in età fertile. Il dato presenta anche qui una variabilità regionale, con percentuali che vanno dal 52% della Calabria al 29% del Veneto.
Si conferma che la proporzione di donne vaccinate è significativamente maggiore nelle generazioni più giovani: fra le 18-24enni è massima (57%), mentre diminuisce gradualmente nelle fasce d’età successive. Inoltre, le donne vaccinate contro la rosolia sono significativamente più frequenti tra le donne con la licenza media superiore (43%), tra quelle senza difficoltà economiche (45%), e tra le cittadine italiane (42%).
 
La poca consapevolezza del problema si scontra con le conseguenze dell’infezione di rosolia tra le gestanti. Gli ultimi dati presentati dall’Istituto Superiore di Sanità, in occasione della settimana europea delle vaccinazioni (aprile 2013) evidenziano la rilevanza di questo fenomeno, in gran prevenibile  con un semplice strumento gratuito ed efficace come  la vaccinazione.
Tra il 2005 e il 2012 ci sono stati ben 95 casi di rosolia in gravidanza, di cui 17 solo ne 2012. L’infezione ha determinato 23 interruzioni di gravidanza, 24 sindromi da rosolia congenita e un bimbo nato morto. Nello stesso periodo a questi casi vanno aggiunti   59 neonati colpiti dalla rosolia congenita, di cui 16 nel 2012. 
 
A livello nazionale la Conferenza Stato Regioni del 13 novembre 2003 ha approvato il “Piano di eliminazione del morbillo e della rosolia congenita”, in accordo con quanto previsto dalla Regione Europea dell’OMS e dal Piano Sanitario Nazionale, con l’obiettivo di ridurre e mantenere l’incidenza della rosolia congenita a valori inferiori a 1 caso ogni 100 mila nati vivi entro il 2017 (contro i circa 6 attuali).
 
Sono inoltre previste delle strategie mirate con azioni rivolte alle donne in età fertile o in gravidanza e al personale esposto ad un elevato rischio professionale, basate sulla valutazione della immunità e la vaccinazione delle donne ancora non protette.
 
Rimane fondamentale una maggiore informazione  a tutte le donne che vogliono avere figli per una prevenzione di questa insidiosa malattia.
Vanno in questa direzione gli opuscoli in 10 lingue realizzati dalla regione Emilia Romagna.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Venerdì, 20 Dicembre, 2013
Ultimo aggiornamento: 27/04/2015