Veneto: accertamento delle “morti in culla”

Una nuova regolamentazione estende i centri autorizzati per effettuare i riscontri diagnostici della Sids e Siud

In questa recente delibera della Regione Veneto (Dgrv n. 340 del 19 marzo 2013) sono esposte le disposizioni applicative relative ai riscontri diagnostici sui bambini e bambine vittime della Sids (morte improvvisa del lattante) e della Siud (morte improvvisa del feto).

La normativa prevede come debbano essere effettuati i riscontri diagnostici presso centri autorizzati, da identificare a livello regionale sulla base della rispondenza a una serie di requisiti professionali, organizzativi e ambientali/strutturali, già previsti da un precedente decreto del ministero della Salute del 21 dicembre 2007.

Viene inoltre confermata l'Unità Operativa di patologia cardiovascolare dell'Azienda Ospedaliera di Padova (Dgrv n. 2218 del 20 dicembre 2011), come struttura di riferimento regionale. Le altre Aziende sanitarie venete, per poter effettuare i riscontri diagnostici, devono essere in possesso di tali requisiti.

La morte in culla (Sids − Sudden Infant Death Sindrome) e la morte inaspettata del feto (Siud −Sudden Intrauterine Unexplained Death) rappresentano due tra i più gravi, e ancora poco conosciuti, problemi della medicina moderna e le cause delle stesse non sono ancora del tutto chiare.

Nei Paesi occidentali la Sids rappresenta la più comune forma di morte nei bambini in età compresa tra uno e dodici mesi, con un'incidenza pari a circa 1 su 700/1000 nati vivi, mentre la Siud ha un'incidenza di circa un caso ogni 100−200 gravidanze, ben 5-6 volte superiore alla Sids.

Con l'obiettivo di sviluppare la conoscenza in tema di Sids e Siud al fine di prevenirle, ancora nel 2006 (Legge n. 31 del 2 febbraio 2006) è stata emanata una normativa nazionale che ha  stabilito due principi fondamentali, ovvero che i bambini deceduti improvvisamente entro un anno di vita senza causa apparente e i feti deceduti anch'essi senza causa apparente dopo la 25° di gestazione, devono essere sottoposti a riscontro diagnostico da effettuarsi nei centri autorizzati con il consenso di entrambi i genitori.

Con questa nuova regolamentazione si intende decentralizzare l’effettuazione dei riscontri diagnostici, che solo in un secondo momento vengono inviati alla struttura di riferimento regionale, per una maggior semplificazione della procedura e una conseguente maggiore accettazione e adesione da parte dei genitori a questo fondamentale accertamento che può facilitare  l’inizio di un percorso di elaborazione del lutto, limitando una brusca e troppo repentina separazione  tra i genitori e il neonato deceduto.

 

 

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Domenica, 11 Agosto, 2013
Ultimo aggiornamento: 30/12/2013