#WinForMeningitis: la meningite continua ad essere un’emergenza

In Italia ogni anno sono centinaia i casi di meningite, malattia subdola perché i sintomi non sono sempre direttamente riconducibili alla malattia, rendendo difficile a volte una diagnosi immediata. E’ importante informarsi per conoscere i diversi tipi di meningite, identificare subito i segni e i sintomi e sapere quali sono i rischi correlati.

In tutto il mondo - dice l'Organizzazione Mondiale della Sanità - ogni anno si verificano 500mila casi, di cui circa 50mila letali. La terapia antibiotica non è sempre risolutiva, anche se la malattia (che può essere batterica o virale) viene diagnosticata in tempo. Secondo i dati epidemiologici dell’Istituto Superiore di Sanità, si tratta di una patologia mortale nel 10 per cento circa dei casi. Inoltre 3 persone su 10 riportano danni gravi, come perdita di uno o più arti, sordità, disturbi della vista, ritardi neuromotori. Le fasce d'età più colpite sono i bambini nei primissimi anni di vita, gli adolescenti tra i 15 e i 16 anni, e i giovani adulti (24-25 anni).

La meningite resta perciò un’emergenza vera, reale, infatti, dal 2015 ad oggi si sono verificati numerosi casi di contagio anche con esiti letali, soprattutto nella regione Toscana.

Ricordiamoci che la meningite può colpire a tutte le età ed è con una sola azione che possiamo tutelarci e salvare molte vite: ​oggi abbiamo a disposizione vaccini efficaci e sicuri per contrastare il pericolo di contrarre questa malattia.

Proprio per questo è nata l’idea di sensibilizzare e diffondere il messaggio che questa patologia è prevenibile grazie ai vaccini, tramite la campagna #WinForMeningitis che ritrae alcuni atleti paralimpici rimasti pesantemente “feriti” dalla meningite. Tra loro, la campionessa Bebe Vio, oro nel fioretto individuale ai giochi paralimpici di Rio: ha contratto la meningite quando aveva 11 anni. A causa della malattia le sono stati amputati gli avambracci e le gambe.


 

Parallelamente alle campagne di sensibilizzaione, le istituzioni continuano a monitorare la situazione e a raccogliere dati sull’andamento del problema (vedi la pagina di Epicentro con gli aggiornamenti) portando avanti il loro compito di supporto alla popolazione sui comportamenti da adottare, come ad esempio nella dichiarazione rilasciata in agosto a Repubblica dal presidente dell'Istituto superiore di Sanità Gualtiero Ricciardi: “Vaccinate i vostri figli, in questo modo potremmo eliminare il 90% dei casi. Per sconfiggere la malattia e di conseguenza anche la grande paura che esplode nelle famiglie ogni volta che viene diagnosticato un caso di meningite, c'è un solo modo: usare il vaccino e proteggerli fin dai primi mesi di vita”.

La vaccinazione ad oggi rappresenta la misura più efficace per contrastare tale malattia e per ridurre la diffusione dell’infezione; finalmente, dopo anni studi e ricerche si è raggiunta la possibilità di un vaccino che copre più ceppi (incluso il tipo B) ed è per questo che la Regione Veneto ha inserito l’offerta attiva e gratuita della vaccinazione contro la meningite da meningococco del gruppo B, a partire dal 7° mese di vita ed a partire dal 13° mese per il meningococco C coniugato. (Leggi anche la nostra news sulla Giornata mondiale della Meningite).

Sempre il Presidente Ricciardi raccomanda ancora ai genitori: “Vaccinate i vostri figli, i tipi di meningococco più diffusi, che provocano malattie contagiose, sono il B e il C, per i quali esistono due vaccini diversi. Ci sono poi prodotti per altri micro organismi non contagiosi ma che provocano altre forme dello stesso problema. Come l'haemophilus influenza e lo pneumococco. Ma la molla che spinge a fare il vaccino non dovrebbe essere solo la paura bensì la saggezza di capire che certe malattie non sono state eliminate".

Consulta anche la pagina di GenitoriPiù sulle vaccianazioni

Per approfondimenti su questo ed altri temi collegati al tema delle vaccinazioni vai ai link di VaccinarSì e Vaccinarsinveneto

 

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Giovedì, 29 Settembre, 2016
Ultimo aggiornamento: 01/12/2016