Newsletter 27 maggio 2016 - I vaccini ad un passo dall’obiettivo: la storia dell’immunizzazione in Europa

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Le affermazioni e le statistiche

I dati dell’Oms parlano chiaro: dal 1980 ad oggi in Europa la vaccinazione obbligatoria ha permesso di ridurre notevolmente, anche se in misura diversa, i casi di morbillo, rosolia, parotite, epatite A e B e quasi completamente cancellato la polio. I dati sono quelli forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) attraverso il database CISID, che permette a tutti di filtrare i dati che si desidera consultare per anno e per malattia.

I vaccini in Europa: durante gli ultimi trent’anni, una cosa è certa, per molte malattie siamo arrivati ad un passo dalla completa eliminazione nella maggior parte degli stati europei. In particolare malattie come la polio o la difterite, il cui impatto era già stato fermato in modo decisivo nei decenni precedenti. Come dimostra questo report da Eurosurveillance, non in tutti i paesi si può dire di aver vinto, ma i grafici proposti mostrano molto chiaramente un abbattimento dei casi delle principali malattie infettive infantili, in particolare a partire dai primi anni 2000.

Se vogliamo avere un’idea di quello che è successo anche nel resto del mondo occidentale, prendiamo ad esempio la situazione negli USA: recentemente, il noto giornale americano Wall Street Journal, elaborando i dati dal CDC Summary of Notifiable Diseases ha pubblicato una serie di grafici che riportano le statistiche relative alle campagne vaccinali nei diversi Stati, per raccontare l’impatto dell’introduzione dei vaccini negli Stati Uniti e come la loro diffusione sia stata decisiva per l’abbattimento di numerose malattie, specie infantili, a partire dagli anni Trenta fino ad oggi.

In base a questi dati, viene confermato ciò che si sa da tempo, cioè che nella storia della medicina moderna le vaccinazioni sono lo strumento che più ha contribuito a salvare milioni di vite umane. Questo successo ci incoraggia a continuare ad insistere nella promozione di questo vitale strumento di prevenzione, tanto più che la pressoché totale scomparsa di alcune di questa gravi malattie ha abbassato fortemente nella popolazione la percezione del pericolo.

Per questo l’OMS ha istituito la Settimana Europea delle Vaccinazioni, che si è celebrata quest’anno dal 24 al 30 Aprile: una campagna di sensibilizzazione sul tema delle vaccinazioni con l’obiettivo di aumentare le coperture vaccinali diffondendo l’importanza delle vaccinazioni tra genitori, operatori e professionisti sanitari di ogni tipo, decisori politici e media. Per tutta la settimana, in tutti i Paesi d’Europa è riecheggiato lo slogan della campagna – Prevent, Protect, Immunize! (Previeni, Proteggi, Immunizza).

Impariamo dalla storia: la vittoria sul vaiolo

In passato, sino alla prima metà del ’900, la mortalità infantile si aggirava tra il 20% e il 30%. Un bambino su quattro non superava i primi anni di vita. Oggi la situazione è radicalmente cambiata e la mortalità si è drasticamente ridotta sino ad arrivare al 3 per mille. Un crollo, dovuto principalmente all’abbattimento delle malattie infettive, avvenuto grazie all’azione congiunta di vaccini e antibiotici.

La storia dei vaccini contro le malattie infettive ha inizio sul finire del 1700, quando lo scienziato inglese Edward Jenner scoprì come sconfiggere il vaiolo testando il primo vaccino sul figlio del giardiniere, un bimbo di otto anni: qualche settimana dopo, poté verificare il raggiungimento della effettiva immunità del bambino. Grazie a questa scoperta ed alle successive vaccinazioni universali, la variante del virus del vaiolo (variola minor) per la quale si è vaccinato universalmente, oggi non esiste più nel mondo. E’ scomparsa definitivamente nel 1979, data nella quale è stata decretata la sua completa eradicazione. Eppure, sul finire degli Anni 60, il vaiolo era ancora endemico in Africa e Asia e furono stimate 300 milioni di morti da vaiolo durante tutto il XX° secolo.

La poliomielite: quasi sconfitta, nel 2012 il minimo storico

Un altro caso di grande successo è quello per la prevenzione della poliomielite: una malattia virale dagli effetti molto pesanti, che provoca paralisi muscolare, portando anche alla morte o costringendo nei casi più gravi al ricorso al polmone d’acciaio. Dopo diversi anni di studio del virus responsabile della malattia, a cavallo degli Anni 50/60 venne realizzato un vaccino efficace. Grazie alle diverse varianti realizzate, la poliomielite è stata quasi completamente debellata: a livello mondiale da circa 350 mila casi registrati nel 1988 si è passati a 1.652 casi del 2007, sino al minimo storico di 223 casi nel 2012. L’ultimo caso americano risale al 1979, mentre nel nostro Paese è stato notificato nel 1982. Purtroppo si segnalano ancora casi soprattutto nelle zone in cui è collassato il sistema sanitario (zone di guerra) nelle quali si sono create situazioni di emergenza umanitaria e sanitaria. Ma al di là dei casi di malattia segnalati si ha purtroppo la certezza, attraverso analisi di laboratorio, della ricomparsa del virus anche in altri paesi.

Le mamme e le nonne raccontano: si moriva per le malattie infettive

Eppure, nonostante tutte queste solide evidenze scientifiche, c’è chi ancora non crede alla bontà delle vaccinazioni. Senza guardare i numeri basterebbe ascoltare i racconti delle tante mamme (ora ormai bis-nonne) che in passato hanno perso un bambino per malattie infettive, o che hanno visto con i loro occhi gli esiti pesantissimi della poliomielite. Testimonianze che oggi, fortunatamente, sono sempre più rare.

Le frodi scientifiche: vaccini e autismo, che bufala!

Ma se su questo dato poco si può obbiettare, coloro contrari alle vaccinazioni alimentano molte ansie ed inquietudini sui possibili effetti collaterali delle vaccinazioni, basando la loro contrarietà sulle cosiddette “teorie del complotto” e mai su basi scientifiche e creando fenomeni di rifiuto vaccinale deleteri per la comunità. Il caso più famoso consiste in un’associazione, abbondantemente smentita da numerosi studi, tra vaccino MPR e autismo, “fabbricata” da uno studio fraudolento.

L’articolo incriminato - quello che ha ipotizzato il legame tra vaccino MPR e autismo - è stato definitivamente oscurato, nel febbraio 2010, dagli archivi di The Lancet - la rivista che lo pubblicò.

Questa frode scientifica, data la permanenza e l’incontrollabilità del fenomeno in rete, ha però contribuito a causare una forte diminuzione della copertura vaccinale, portando purtroppo ad una ricomparsa di casi di morbillo, in particolare nel Regno Unito, dove la malattia era invece quasi completamente scomparsa. Questi sono gli effetti distruttivi della paura che prende il comando sulla razionalità. A livello globale si cerca di contrastare la disinformazione e la mala-informazione attraverso azioni di corretta informazione e campagne di comunicazione per promuovere i giusti comportamenti nei confronti della scelta di vaccinare, che deve essere consapevole e informata (consulta il sito di VaccinarSì)

In Italia: azioni di contrasto e corretta informazione

In Italia, si è scelto di intraprendere alcune importanti azioni di contrasto. Tra le prioritarie segnaliamo la recente creazione della Carta Italiana per la promozione delle Vaccinazioni. La "Carta" rappresenta infatti una vera e propria chiamata all’azione, uno strumento di advocacy che offre, a tutti coloro che desiderano attivarsi e impegnarsi, l’opportunità di sostenere e diffondere l’importanza dei programmi vaccinali con l’obiettivo di sensibilizzare e unire i decisori a livello nazionale, regionale e locale. Altre azioni sono nate anche per raggiungere meglio la popolazione, come con la Giornata Mondiale della Meningite che come ogni anno viene promossa il 24 Aprile, dal Comitato Nazionale Contro la Meningite per informare, prevenire e conoscere questa malattia, sapere cosa si può fare per combatterla e perché si conoscano le armi per contrastarla.

A rafforzamento di queste azioni, contro la mala-informazione e i falsi miti è stato inoltre creato il decalogo “antibufale” lanciato dalla Società Italiana di Pediatria per smentire i più comuni falsi miti sui vaccini, un’iniziativa volta a contrastare, attraverso una corretta informazione, il calo delle coperture vaccinali.

Infatti, l’allarme sul calo delle vaccinazioni è rilanciato e condiviso da più parti: “Il calo delle adesioni alle vaccinazioni, sia quelle pediatriche che antinfluenzali – fa notare l’Assessore Regionale alla Sanità – è fonte di preoccupazione generalizzata …” (da AVN comunicato Stampa Giunta Regionale del Veneto - Venezia, 3 maggio 2016) per questo la Regione Veneto ha creato per le persone che hanno scelto di vaccinarsi, la App VaccinAzioni, una App integrata, con l’intento di fornire un nuovo strumento ai cittadini, utile per una maggiore informazione e organizzazione personale delle vaccinazioni.

Anche le rarissime reazioni avverse vengono rilevate, monitorate e tenute sotto controllo attraverso Canale Verde che annualmente pubblica il report, come anche fanno altre istituzioni della sanità pubblica (vedi anche: In un anno 2600 vaccinazioni a rischio, nessuna reazione avversa grave).