Newsletter dicembre 2017

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I diritti universali dei bambini: il diritto alla salute

La Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti del Fanciullo (Convention on the Rights of the Child - CRC), ratificata nel 1989, è il primo accordo che sigla il riconoscimento internazionale dei diritti umani dei bambini, fissando in 54 articoli gli standard minimi obbligatori di diritto internazionale necessari per il benessere di bambini e adolescenti fino al 18° anno di età.

Il diritto alla salute (art. 24 della Convenzione) è uno dei principi fondamentali della vita e va garantito fin prima della nascita e perfino prima del concepimento, tramite le azioni a protezione e salvaguardia di una nascita e crescita sane.

I bambini sono esseri umani particolarmente vulnerabili

Oltre ai diritti umani generali, come le libertà fondamentali e i diritti sociali (p. es. diritto alla salute), la CRC contempla diritti speciali, poiché i bambini sono particolarmente vulnerabili e a causa della loro posizione non possono far valere i loro diritti da soli.

I bambini hanno diritto:

  • a una protezione particolare,
  • a un’assistenza particolare,
  • alla partecipazione e hanno quindi bisogno di adulti che provvedano affinché possano partecipare a tutte le questioni e le decisioni che li riguardano.

La realizzazione di detti diritti ha luogo nella relazione tra istituzioni – genitori e bambini. I genitori hanno il diritto, ma anche il dovere di proteggere, assistere e guidare i propri figli. Le istituzioni devono creare le condizioni necessarie per sostenere i genitori nel loro compito.

I Principi di base della Convenzione e la salute

Tutti i diritti formulati nella CRC sono fra loro connessi e inscindibili. Quattro principi fondamentali assumono altresì la funzione di diritti trasversali, particolarmente rilevanti ai fini dell’adempimento degli altri diritti. Questi quattro principi fondamentali sono fissati nei seguenti articoli:

  1. Principio di non discriminazione. Nessun bambino/adolescente può essere svantaggiato per il proprio sesso, colore della pelle, la propria origine, lingua o religione (art. 2 CRC). Questo vale anche e soprattutto per il diritto alla salute e le diseguaglianze di cui si parla nel 3° Rapporto del Gruppo CRC sui diritti dell’infanzia
  2. Il bene del bambino. In qualsiasi decisione riguardante il bambino, l’interesse del medesimo deve avere la priorità (art. 3 CRC). L'interesse a crescere degli individui sani viene consolidato anche attraverso il lavoro di rete del percorso di salute che porta alla nascita e al successivo sostegno dell'allattamento materno, esplicitamente ripreso nell'art.24 come avviene ad esempio per gli Ospedali e le Comunità facenti parte della rete OMS Unicef BFHI.
  3. Il diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo. Lo sviluppo del bambino deve essere tutelato con il massimo delle risorse disponibili e questi deve poter accedere all’assistenza sanitaria e all’istruzione (art. 6 CRC). Per parlare di salute è imprescindibile porre attenzione al contesto di vita di ciascun individuo, nei primi 1000 giorni, il periodo dove vengono poste le basi per la crescita di persone sane, anche dal punto di vista mentale, per fare questo è necessario inoltre garantire le condizioni ottimali per un’assistenza alla nascita e nel periodo immediatamente successivo; anche attraverso la raccolta dei dati relativi alla mortalità materna e i progetti di ricerca. Di questo si discuterà durante il Convegno dell’ISS del 12 gennaio 2018 a Roma.
  4. Diritto di partecipazione. Il bambino/adolescente deve poter esprimere la sua opinione in tutti i processi decisionali che lo riguardano e la sua opinione deve essere tenuta in adeguata considerazione (art. 12 CRC). Come ribadito recentemente dall’Associazione Culturale Pediatri.


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